Scouting Chris Dowe: l’assolo al Prometey
Chris Dowe approda al Prometey con le migliori intenzioni: disputare una Champions League di assoluto livello per consacrarsi definitivamente nel panorama europeo. Il team ucraino è costellato di stelle e quattrini: i gemelli DJ (Stephens e Kennedy), D’Angelo Harrison e Miro Bilan, insomma un quintetto di tutto rispetto. Lo spot di play se lo contendono lo stesso Dowe e il “locale” Ilya Sidorov.
Abbastanza superfluo dire che il campionato ucraino non si rivela particolarmente allenante: 25 partite e 25 vittorie. In BCL invece il Prometey arriva fino agli ottavi prima che altre questioni più importanti prendano il sopravvento. L’aspetto che infatti viene maggiormente trascurato è quello difensivo: il Prometey segna sempre più di 80 punti e colleziona scarti ampissimi che rendono parziale qualsiasi valutazione.
Tuttavia, del comparto americani risulta quello più completo a scapito di qualche libbra di talento in meno. Nelle gerarchie offensive ha pochi spazi per mettersi in mostra: la sua classica giocata è l’arresto e tiro dal perimetro con quella “manina” a creare separazione dal difensore. Grazie a questa arma regala al Prometey due vittorie in BCL contro Hapoel Gerusalemme e Malaga, praticamente in fotocopia.
Il suo compito principale è quello di cavalcare le star della squadra, ogni tanto concedendosi qualche iniziativa in solitaria. Con così poca pressione sulle spalle, Dowe limita il numero di palle perse ed è il perfetto collante anche con il blocco ucraino giocando spesso nel secondo quintetto.
Essendo spesso spettatore dell’azione offensiva, il numero 0 si esalta grazie a un’altra dote di rilievo: il rimbalzo. Chris annusa sempre l’odore acre della palla a spicchi e non ha mai paura di farsi intimidire dagli avversari. Breve accenno alla difesa, dove molto spesso Dowe ha scelto di cambiare: il post basso non è un problema in caso di errore dell’attaccante grazie al puntuale tagliafuori e alla conquista della carambola.





