DIFESA
Mickey si porta dietro la nomea di grande difensore dai tempi del college, quando fu l’unico giocatore nella storia di Louisiana State, oltre a un certo Shaquille O’Neal, a lasciare la scuola con più di cento stoppate date in un singolo campionato. Precisamente finì l’annata 2014/15 con 3.6 stoppate a partita. Il panorama per lui ora è cambiato radicalmente. Non è più un animale da centro area come abbiamo visto.
Ma resta comunque difensore sopra la media. E il titolo di MVP difensivo della VTB, per quanto sia da prendere con le molle come tutti i premi di questo tipo, testimonia in suo favore. Il baricentro di gioco si è allontanato dal ferro e anche in difesa tende sempre più a seguire lunghi che lo portano verso l’arco. Ma quello che al college gli permetteva di essere insospettabile stoppatore, a livello Eurolega lo rende difensore capace sui cambi difensivi.
L’ex Zenit, infatti, non ha grande taglia, ma l’apertura di braccia infinita gli permette di giocare, realisticamente, come se fosse diversi centimetri più alto. E così in situazioni di uno contro uno risulta complesso da battere. Contro gli esterni può concedere qualche centimetro extra di spazio per evitare di essere infilato in penetrazione, sapendo che quelle braccia gli permettono quasi sempre di andare a disturbare un eventuale arresto e tiro…
… mentre contro i lunghi, anche senza grande forza fisica a disposizione, tenendo la distanza ravvicinata difficilmente concede tiri puliti.
Per il resto, la velocità di piedi non è eccezionale. Quello che non gli permette di recuperare la lunghezza dei suoi arti superiori non sempre è compensato dalla velocità di gambe. Però è giocatore ordinato, che sa muoversi e resta attivo lontano dalla palla, specialmente in situazioni di terzo difensore di lato debole su pick&roll.
Non è un caso che in stagione, sempre guardando all’Eurolega, sia stato il giocatore, dopo Billy Baron, con cui la difesa dello Zenit perdeva maggiormente efficienza nei momenti in cui sedeva in panchina. Passando da 90.1 a 93.6 punti concessi per cento possessi (dato In Stat). Che, per dirla in soldoni, significava passare dall’essere la miglior difesa della competizione, ad essere la settima.




