Attacco
Phillip è un giocatore che sembrerebbe incastrarsi bene nella logica, prima ancora che nello scacchiere, del basket di De Raffaele. Per questo è un attaccante in grado di fare tante cose bene, ma nessuna in maniera eccelsa. Di sicuro non ha problema a crearsi un tiro dal palleggio, dove forse si trova maggiormente a suo agio trovando separazione e sfruttando il suo atletismo per un palleggio arresto e tiro oppure con un piccolo fade away in area. Nulla gli vieta di attivare le ruote motrici e finire al ferro, ma ogni tanto manca di quel guizzo sia iniziale per bruciare l’avversario, che finale per chiudere a canestro, che deve sicuramente migliorare se vuole fare uno step in più dal punto di vista realizzativo.
Come detto, è un giocatore che anche offensivamente ha tutto, senza essere stratosferico in nulla. Si nota evidentemente come, rispetto ai tempi in cui militava in G-League, abbia migliorato il tiro sia come meccanica che come confidenza, diventando innanzitutto affidabile e poi sicuro nell’esecuzione in qualsiasi lato del fondamentale, che sia dal palleggio, spot up (1,29 punti per possesso) o nel traffico.
Non ci si deve aspettare da lui qualità di playmaking puro o che sia un pass first player. È ovviamente in grado di giocare il pick and roll da handler ma, sebbene sia la situazione più utilizzata nei suoi playtype (27% delle azioni), non sempre viene concretizzata o convertita, perché lo 0,93 punti per possesso è una statistica che non fa girare la testa. È una combo guard come ormai ne è ricco il nostro basket che può creare, segnare e che è migliorato molto rispetto agli inizi di carriera nella lettura del gioco e nella gestione dei tempi, non disdegnando anche la disponibilità a mettere qualche canestro dallo spiccato senso del dramma come contro il Turk Telekom all’interno della clip precedente.







