Difesa
A livello difensivo Spencer è coinvolto soprattutto in situazioni di spot-up che rappresentano il 45,7% delle sue azioni (fonte Synergy). In questi contesti ha concesso 1.095 PPP agli avversari, un dato che riflette alcune difficoltà, in particolare nei close-out contro gli esterni. La sua mobilità laterale non è eccezionale e ciò lo penalizza quando deve contenere giocatori più rapidi sul perimetro.
Nonostante nella scorsa stagione sia stato sorprendentemente efficace in situazioni di isolamento (0.231 PPP concessi), le esperienze precedenti in LBA hanno mostrato che si tratta di un lungo che fatica a tenere il primo passo contro avversari più piccoli e rapidi. Quando l’attacco riesce a portarlo fuori dall’area, emergono limiti evidenti, legati soprattutto alla mobilità laterale già citata.
D’altro canto, quando si trova all’interno dell’area pitturata, Spencer si trasforma in un difensore estremamente efficace e temibile. Gli stessi istinti che lo rendono un eccellente rimbalzista si riflettono anche nella protezione del ferro. L’ex Rieti è infatti molto abile nel leggere le penetrazioni avversarie, chiudendo con tempismo le linee di attacco al canestro.
Dotato di un buon mix di atletismo, senso della posizione e tempi di reazione, Spencer possiede un’intuizione naturale per la stoppata, che gli permette di essere un deterrente credibile per chiunque tenti di attaccare il ferro. La sua presenza sotto canestro contribuisce a rendere più solida la tenuta difensiva della squadra, anche senza bisogno di interventi spettacolari o fuori equilibrio.
Sarà dunque compito di coach Vertemati costruire un sistema difensivo che permetta a Spencer di restare il più possibile vicino al canestro, dove può esprimere al meglio le sue qualità di protettore del ferro. In quest’ottica, una copertura in drop sui pick and roll potrebbe rivelarsi la soluzione più adatta, preferibile rispetto a una difesa basata su cambi sistematici.
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