ATTACCO
Leaderhip e esperienza. Capacità di mettersi in proprio come di servire i compagni. Imprevedibilità ed esplosività. Ecco chi è Stefan Moody.
Un playmaker ecclettico e, ci ripetiamo, imprevedibile per gli avversari e talvolta anche pure anarchico per i suoi compagni.
Dotato di un atletismo che oseremmo definire “bipodalico”, è in grado di salire su su su verso il canestro pur dal basso dei suoi 178 centimetri (dichiarati).
Se le gambe stanno bene e sono reattive può andare a schiacciare sulla testa dei lunghi a difesa schierata.
Attacco al ferro, ma non solo.
È un buon tiratore, dal range potenzialmente illimitato.
Un difetto? Sicuramente non è un playmaker classico, alla Aldo Ossola per intenderci (giusto per citare il regista che ha fatto le fortune della Ignis Varese), quindi un gestore della squadra o un lettore delle situazioni di gioco. Esattamente il contrario.
Tolto questo ha tutto per il campionato italiano: punti nelle mani, elettricità ad alto voltaggio e una altissima fiducia nei propri mezzi.
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