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Trapani Shark, il TAR Sicilia respinge la sospensiva sulla revoca per il PalaShark

Tiene banco a Trapani la vicenda legale tra la Trapani Shark e il Comune, uno scontro che vede protagonisti il patron  Valerio Antonini e il sindaco Giacomo Tranchida. Al centro del contenzioso c’è lo sfratto dal PalaDaidone, su cui è chiamata a esprimersi la prima sezione del Tar di Palermo.

La società cestistica ha presentato ricorso contro il provvedimento dell’amministrazione, dopo aver utilizzato l’impianto fino a inizio gennaio prima dell’esclusione dalle competizioni nazionali.

La posizione del Comune

Nella memoria depositata al Tar, il Comune mette in fila tutte le criticità. Il punto centrale è chiaro: l’impianto non può essere gestito come una proprietà privata.

«L’impianto è lo strumento, ma il servizio è l’oggetto principale del rapporto», si legge nel documento.

Secondo l’amministrazione, la Trapani Shark avrebbe utilizzato il palazzetto senza rispettare i vincoli pubblici e senza versare quanto dovuto, trasformandolo di fatto in una struttura privata.

Le accuse e il nodo societario

I legali del Comune parlano di una situazione complessa, evidenziando l’uso contemporaneo di termini come «risoluzione», «decadenza» e «revoca», ma soprattutto una serie di presunte irregolarità.

Tra queste:

  • la trasformazione societaria da Ssd a Srl
  • l’utilizzo a fini di profitto
  • l’assenza di rendicontazione
  • la mancata realizzazione di attività sociali

Antonini viene definito «profondamente inadempiente». Secondo il Comune, la trasformazione in Srl avrebbe reso la società incompatibile con la concessione pubblica, mentre il ritorno a Ssd, avvenuto solo prima dello sfratto, rappresenterebbe una correzione tardiva.

La replica della Trapani Shark

Nel ricorso, i legali della Trapani Shark sottolineano invece il rischio di danni all’impianto e ai beni presenti, parlando di possibili atti vandalici e furti.

Il Comune replica che il PalaDaidone è sotto controllo della Polizia Locale e segnala un episodio già avvenuto il 6 febbraio, quando sarebbe stato bloccato un prelievo non autorizzato di arredi. Su questo fronte, risulta aperta anche un’indagine della Procura per presunta dismissione arbitraria di beni.

Sospensiva e danno d’immagine

La Trapani Shark punta ora alla sospensiva dello sfratto, sostenendo che la crisi sportiva sia conseguenza diretta delle decisioni dell’amministrazione.

Dal canto suo, il Comune ricorda di aver garantito l’utilizzo dell’impianto fino alla fine del campionato, poi interrotto per cause non dipendenti dall’ente pubblico.

Antonini parla apertamente di danno subito:

«L’Amministrazione comunale ha subito un pregiudizio d’immagine, unitamente ai tifosi che hanno acquistato l’abbonamento per un campionato poi interrottosi prematuramente».

Il Tar di Palermo è atteso a breve per la decisione sulla sospensiva. Non si esclude anche una possibile evoluzione della vicenda sul piano civilistico.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia ha respinto la domanda cautelare presentata dalla Trapani Shark contro il Comune di Trapani, confermando l’efficacia della revoca della concessione del Palazzetto dello Sport Ettore Daidone (cd “Palashark”).
La vicenda ha origine dal provvedimento con cui il Comune aveva dichiarato la risoluzione della convenzione stipulata nell’ottobre 2023 per la riqualificazione e gestione dell’impianto.
La Trapani Shark aveva impugnato quel provvedimento davanti al TAR, chiedendo di sospenderlo immediatamente in attesa che il tribunale si pronunciasse nel merito
Il TAR, nella camera di consiglio del 24 marzo 2026, ha ritenuto che il ricorso non appaia sufficientemente fondato e che l’urgenza di intervenire subito risulti ridimensionata dal fatto che la squadra è già esclusa dai campionati nazionali.
La battaglia legale tra la società sportiva e il Comune di Trapani proseguirà nel merito, ma nel frattempo l’Amministrazione Comunale vede confermata — almeno per ora — la propria decisione di riprendere possesso dell’impianto comunale.

Stefano Sanaldi
Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.

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