- Grant Golden in campo significa giocare a 2 coinvolgendo, in caso, l’uomo marcato dall’ex Grand Rapids. Golden droppa sempre e comunque, musica per le orecchie di un tiratore dal palleggio come Smith.
- Marco Belinelli che lotta a rimbalzo difensivo per innescare la transizione con un tap out. Ripetiamo, per la bellezza di vedere un campione fare anche quelle piccole cose fondamentali: Marco Belinelli che lotta a rimbalzo difensivo per innescare la transizione con un tap out.
- Con Golden aumentano paradossalmente i P&R, rispetto alla solita creazione del gomito. La pressione perimetrale della Virtus ne atrofizzerebbe la circolazione, quindi Cavina opta per girar il dito nella piaga virtussina sfruttando le lacune nello show di Mickey e la leggera pigrizia di Cordinier come tag da lato forte.
- Altra scelta forte della Vanoli: sui blocchi verticali per Belinelli si anticipa secco sia il bloccante che il capitano delle Vu Nere, cambiando e negando la ricezione in uscita del Beli e lavorando in rotazione con l’uomo in angolo per coprire la linea di passaggio punta-bloccante. Tempi e spazi gestiti al millisecondo e millimetro, tra una palla rubata e una tripla con metri di spazio.
- Tiri allo scadere dei 24″, palla a spicchi che scotta e pesa di più, ma non a Cremona a quanto dicono i numeri: il 57.6% di True Shooting nelle conclusioni prese negli ultimi 4″ dell’azione non è superiore solo al 45.9% della Virtus, ma a quello di gran parte della Legabasket (gli 1.000 PPP di Cremona sono nell’81° percentile). Il 31-28 di Piccoli, una tripla dall’angolo sulla sirena dopo 3 extrapass sul perimetro, sembra fatta apposta.
- Così come Jokic, più che stazzato o grosso forse il termine più adatto a descrivere la mole di Golden è pesante. Mickey è sì mobile e atletico ma in quanto a onda d’urto poco può nel singolo confronto col centro della Vanoli. Ottima serie di cross screen per liberare il quarto di campo per la ricezione del #33.
- Aiuti profondi da lato debole significa concedere triple in angolo con un recupero proveninete dal lato della mano frote dei tiratori Virtus – eccetto Dobric. A prescindere dalle percentuali di Abass, Shengelia, Pajola e Cordinier, Cremona continuerà a concedere quel tiro. Sta alla Virtus concretizzare. (Sì, a Cremona è più importante il Pajola tiratore. Ammesso che si adegui al metro di una terna non abituata all’intensità di EuroLeague che Pajo mette anche in LBA.)
- Marcus ZegarowskHIM.
- Inizio 3Q e il convitato di pietra si manifesta: Daniel Hackett, in panchina per tutto il primo tempo dopo l’esclusione con l’Efes, innalza l’intensità difensiva di un paio di giri. Epitome è Tornik’e Shengelia: due recuperi con palla strappata dalle mani di Adrian nei primi due possessi, due transizioni condotte col proprio palleggio e due fallisubiti.
- Prima volta in stagione in cui Tornik’e Shengelia ha un dirimpettaio in entrambe le meà campo che non abbia problemi a usare lo stesso quantitativo di energia e fisicità, on e off ball: Nathan Adrian irretisce la fonte primaria dell’attacco della Virtus, ma a quale costo? Mandare in bonus la Vanoli a 6’56” dalla fine del 3Q, segnalando un problema nella gestione dei fischi già presentatosi nel dopio supplementare di Scafati.
- 54-43, 5’10” a fine 3Q: primo errore di comunicazione e lenta reazione all’errore di un compagno nella difesa della Virtus, segnale che mai come a Cremona il “lasciare lì” una vittoria senza potersi dannare fino in fondo è una variabile considerata, almeno dai giocatori (i protagonisti del “misfatto” sono Shengelia e Dobric, non esattamente l’11° e il 12° di rotazione…)
- Bologna non ha ritmo, Cremona non vuole farglielo cogliere dalle briciole della gara: sul 59-43 è tempo di 1-3-1, spauracchio della trasferta virtussina di Napoli ma mai realmente influente nella sfida a coach Milicic. La palla non circola a meraviglia, ma l’unico aspetto realmente positivo del PalaRadi si conferma nel momento più buio: guadagnarsi viaggi in lunetta è la base quando anche i tiri meglio costruiti vengono rifiutati come tra 2Q e 3Q o sputati dal ferro.
- A zona risponde zona: 2-3 sin rimessa da fondo per la Virtus. Confondere le idee? Se Nathan Adrian segna la qualunque e le % da fuori si mantengono tali (50% Cremona, 11% Bologna, 75% ai liberi per Cremona e 66% per Bologna) tutto pare vano. Segnale più mentale che tattico, ma da inserire in qualsiasi GamePlan della avversarie di Bologna: il “lasciare lì” di cui sopra, almeno per una sera, è da accantonare. Il body language di Shengelia e Belinelli lo mostra quando si anticipa la linea di passaggio a 9 metri da canestro: potrà non entrare niente, ma ammettere a sé stessi di non volerci più provare non è per questo gruppo.
- Il segnale lo mandano i leader, il resto della squadra che ha avuto minutaggio limitato nella gara con l’Efes lo recepisce e può essere il braccio della mente dei veterani: Smith-Abass-Pajola-Cacok fa il diavolo a 4 sulle ricezioni al gomito di Golden e genera semitransizioni in cui il drag per Belinelli (blocco sul perimetro per un tiratore che percorre lo stesso arco dei 6,75 in avvicinamento al portatore di palla) trova finalmente punti da mettere al tabellone.
- Come togliere Golden dal pitturato e dal rischio di toglierlo dalla gara causa limite di falli? Semplice: fargli inseguire Belinelli sui pin down da lato debole. Ovviamente il “semplice” è ironico: nessuna squadra in LBA fra quelle affrontate dalla Virtus come la Vanoli ha proposto così tante variabili alla propria struttura, venendo ripagata con 40′ di esaltazione pura.
