SECONDO QUARTO
- Senza Mike James, Elie Okobo non è nella condizione mentale e fisica affinché il Monaco possa creare vantaggi: lontano dalla palla il lunghi del Roca Team sono tutto tranne che ottimi bloccanti e, senza un handler creatore, l’attacco batte in testa.
- GamePlan della second unit della Virtus Bologna: fake stagger per Lundberg che blocca il suo stesso marcatore, ricezione in punta di Mickey, taglio di Pajola dalla guardia e relocation di Dobric per un P&R laterale con l’angolo vuoto. Dai tempi e dalla qualità di passaggi e blocchi, in assenza di un talento sproporzionato degli uomini coinvolti palla in mano, passa l’efficacia della circolazione virtussina.
- Due falli di foga eccessiva per Brown III, due falli di foga eccessiva per Pajola: avere difensori di tale intensità nel roster ha i suoi enormi pro e, anche, i suoi contro.
- 4/7 da 3 per la Virtus e +11 su un Monaco che, eslcuso James, dalla lunga è 0/4. Quanto sembra più grande il campo della Virtus di Banchi? Strazel spezza il blitz e ritrova Tarpey da solo in angolo. A % invertite, il francese avrebbe sicuramente tirato: Tarpey mette palla per terra ed è fortunato a trovare una rotazione completamente sbagliata da Lundberg per scaricare il pallone e regalare il bonus ai francesi con 7’00” dall’intervallo. Dall’altra parte Smith, non ancora individualmente in ritmo, prende una tripla in side step senza aver creato eccessiva separazione. Quanto può contare la testa…
- Strazel continua a spezzare lo show della Virtus e le rotazioni continuano ad arrivare in ritardo, quando arrivano. Non è Mike James, ma quando si affronta una guardia di EuroLeague non si può abbassare così la pressione difensiva. I bianconeri sono a +13, ma la sensazione è che il Monaco non abbia realmente iniziato a voler fare fatica mentalmente e tradurre in campo l’intensità potenziale.
- Dunston-Hall accoppiati? Il Monaco forza il cambio sul P&R gestito da Okobo per cercare vantaggio a rimbalzo, dove l’americano non può essere contenuto da Smith sullo switch.
- Antisportivo di Diallo nel momento in cui il Monaco pare riavvicinarsi leggermente? Vedere 1Q, punto 2. Appoggio sbagliato e fallo di frustrazione su Dobric a rimbalzo? Rivedere 1Q, punto 2.
- Alla Virtus stanno entrando da 3 tutti gli appoggi non contestati del Monaco a rimbalzo offensivo: come si inserisce questa variabile nel GamePlan?
- Non entra il tiro, ma il quintetto con Ouattara-Cornelie-Motiejunas è un clamoroso generatore di extrapossessi. Monaco a -15 (grazie all’enneisma rotazione difensiva assente di Lundberg) che dovrebbe -30 ma che sembra -7.
- Ultimi 2′ del 2Q e Obradovic manda all’aria il GamePlan previsto: trap a tutto campo con Motiejunas a raddoppiare il portatore insieme a Ouattara su Hackett. Aggiustamento della Virtus: è Hackett a rimettere e Lundberg a superare la metà campo.
TERZO QUARTO
- Primi 4 fischi della seconda metà partita: sfondamento di Cordinier, fallo di Dunston sul recupero sul rollante, fallo di Dunston sulla rimessa da fondo per l’and 1 di Motiejunas, deviazione di Shengelia per un ulteriore possesso a disposizione del Monaco. 36″ e un’inerzia che pare voltata da 180° rispetto alla tripla di Smith che aveva portato la Virtus a +15. Rimbalzo offensivo di Motiejunas, -11 e il lituano che si sbraccia come un albatros per chiamare la pressione della propria difesa sin dalla rimessa da fondo e sfondamento di Shengelia. 4 falli Virtus Bologna in 52″: un’altra partita, nella quale la squadra di Banchi non è ancora entrata in campoe Mike James non ha ancora sfiorato palla (aggiustamento di Obradovic: Okobo portatore).
- Maledette, benedette percentuali da 3: segnare da fuori non significa necessariamente costruirle bene, ma se la Virtus Bologna è a +19 nonostante una circolazione offensiva tutt’altro che armonica lo deve al quasi 70% parziale da 3 e una gestione delittuosa dell’attacco al closeout di tutto il Monaco che non si chiami Mike James.
- Bryant Dunston commette due falli in un amen a inizio 3Q. Qualsiasi centro meno esperto dell’ex Efes sarebbe uscito dalla partita, confuso dai fischi che hanno ribaltato l’inerzia psicologica della gara. Nemmeno 5′ effettivi dopo è lo stesso Dunston a provocare la palla persa di Hall e, nel possesso successivo, correggere a rimbalzo offensivo l’errore di Lundberg. Cattedratica gestione della pressione. Dare per scontata la disponibilità energetica di Dunston, a maggior ragione in una struttura difensiva che dei suoi show sui P&R e della sua lotta a rimbalzo ha bisogno come il pane, sarebbe sbagliato, ma non sorprendersi dell’eterna giovinezza dell’ex Varese è ugualmente superficiale.
- Sempre i soliti entry pass, stavolta Belinelli per Mickey: gli handler bolognesi a volte paiono con una materia lavica nei palmi che può raffreddarsi solo affidandosi alle mani dei lunghi spalle a canestro. L’intensità difensiva del Monaco, tuttavia, non è al livello della competizione: sul +25 il conteggio delle triple virtussine segna 14/25, figlio anche di un body language inqualificabile degli esterni monegaschi sul perimetro e dei lunghi a rimbalzo difensivo.





