BOTTA E RISPOSTA
La serie tra Suns e Lakers era verosimilmente una delle più attese, e finora non ha deluso. Le prime due partite ci hanno consegnato una vittoria per parte, con Phoenix che, sull’onda dell’entusiasmo, ha vinto gara 1. Davanti al proprio pubblico, i Suns hanno guidato per quasi tutta la partita grazie a due debutti strepitosi nei playoff, di Devin Booker – 34 punti, massimo di sempre per un Sun al debutto nei playoff – e di DeAndre Ayton. Dal canto loro, i Lakers sono apparsi molto meno motivati dei loro avversari, con un discreto LeBron e poco altro, e una difesa in transizione a tratti tragica. Drummond e Harrell hanno avuto un impatto pessimo, tra palle perse e rotazioni difensive totalmente casuali: se il primo è riuscito a rifarsi in gara 2, con 15 punti e 14 rimbalzi, il secondo, invece, non ha toccato campo.
La prestazione dei due centri in gara 1 ha messo ancora di più in evidenza la necessità per i Lakers di affidarsi alla loro death lineup stile Warriors, che prevede Anthony Davis da centro, e con cui hanno sostanzialmente vinto gara 2 nei minuti finali del quarto periodo: in 13 minuti di utilizzo in questi playoff, il quintetto Schröder-Caruso-KCP-LeBron-AD ha un net rating di +29.
L’assenza di un totem a centro area permette a Davis di giocare più vicino a canestro per far valere la propria stazza e riempire di falli gli avversari. Come se non bastasse, dal suo rientro in squadra dopo il lungo infortunio, il suo tiro è praticamente non esistente: nell’ultimo mese di stagione regolare, Davis ha tirato con il 30% nei tiri in sospensione, e con il 21% da tre.
