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8 curiosità su Michael Jordan: monografia del più grande di tutti i tempi

Redazione by Redazione
11 Ago 2025
in Altro
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Il numero 23 è ancora oggi il simbolo del basket, più di Wilt Chamberlain che ha segnato 100 punti in un solo match, più di LeBron che ha sfondato il muro di 50000 punti tra campionato e playoff, perché Michael Jordan ci ha offerto tutta l’esaltazione della NBA, vincendo le scommesse sportive più impossibili e piazzando anche una valanga di record all time. La prima delle 8 curiosità su Jordan riguarda proprio questo, il record della migliore media realizzativa e scopriamo che in questa categoria statistica ha battuto un grande cestista.

 

MJ23 ha la migliore media realizzativa all time

Si prendono in considerazione soltanto i cestisti che hanno disputato almeno 800 match e Jordan ha chiuso la sua carriera con una media realizzativa di 30.12 punti per match, superando Wilt Chamberlain che dominava a quota 30.07.

 

Mai sconfitto in finale: 6 vittorie su 6

La carriera di MJ lo ha visto protagonista in 6 Finali NBA in 8 anni e non ha mai fallito, portando i Chicago Bulls da zero a 6 titoli. Jordan ha vinto anche sei premi MVP delle Finali NBA, questo rappresenta un record all time, perché nessun cestista con almeno sei finali disputate è rimasto imbattuto. La sua media in quella serie di match? 33.6 punti per gara.

 

Jordan contro Pippen: mai fidarsi di Michael

Tutto ciò che ruota attorno alla parola Vittoria è scolpito nel DNA di Michael, che non risparmiò Scottie Pippen da scherzi di dubbio gusto. A quanto pare, ai tempi dei Bulls lo sfidava nelle scommesse ippiche, spesso con corse pre registrate in tv, di cui già conosceva il risultato. Pippen non sapeva che per Jordan era importante vincere a tutti i costi.

 

L’ossessione per la vittoria anche a golf

Con Pippen, Magic Johnson, Larry Bird, Barkley, Drexler, Karl Malone e tanti altri, Jordan vinse le Olimpiadi di Barcellona 1992 insieme a Chuck Daly, il fortunato coach che si trovò ad allenare quello che fu definito come il Dream Team. Proprio Daly fu una delle vittime preferite di Jordan, perché ebbe la sventura di vincere una partita di golf contro il numero 23 e Michael per tutto il periodo delle Olimpiadi, lo ha ossessionato per ottenere la rivincita: doveva vincere a tutti i costi.

 

Il baseball e il ritorno

Dopo il terzo titolo consecutivo nel 1993 e la scomparsa del padre, MJ decise di lasciare la NBA per dedicarsi al baseball, sogno del genitore venuto a mancare. Jordan firma con i White Sox ma l’esperienza non diede i suoi frutti. Nel marzo del 1995 la NBA annuncia in un comunicato stampa minimale le parole “I’m back”: Jordan è tornato, pronto a vincere altri tre titoli consecutivi.

La Jam Spaziale contro i Looney Tunes

Questa avventura è stata raccontata nel film Space Jam, ancora oggi un vero cult del cinema, con un’innovazione grafica spaventosa per il livello tecnologico dell’epoca: siamo nel 1996. Jordan ha giocato anche con Bugs Bunny e tutta l’allegra combriccola di Looney Tunes, ha sconfitto le forze del male aliene e, con tutta probabilità, anche i suoi demoni: nel film, come nella vita.

 

His Airness: Sua Altezza Aerea

La schiacciata che ha lanciato il basket come fenomeno pop è quella che MJ effettuò nel 1988 all’NBA All Star Game di Chicago. Il numero 23 prese la rincorsa e saltò dalla linea del tiro libero, volando letteralmente per oltre quattro metri e mezzo e schiacciando a canestro con una mano, in una fotografia che è rimasta iconica e ha fatto parlare del basket in tutto il mondo, per la prima volta.

Il tabellone in frantumi a Trieste nel 1985

Ecco la chicca che non tutti ricordano, perché in un match dimostrativo per sponsorizzare le Nike nel 1985, il tour passa anche per Trieste e Jordan distrugge il tabellone con una schiacciata delle sue. Ironia della sorte, a quel tempo c’erano poche centinaia di persone sugli spalti, che si accorsero di aver visto in faccia la storia del basket.

 

Tags: Micheal Jordan
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