L’Olimpia è l’ennesima squadra che cade alla Coca-Cola Arena, venendo sconfitta da Dubai per 99-92. Milano paga un brutto primo quarto dove incassa 31 punti e si ritrova a inseguire fin da subito, non riuscendo mai a chiudere il gap.
Transizione
Il primo dato indicativo della partita sono le 14 transizioni offensive concesse, che hanno portato a 1,571 ppp. L’Olimpia si è fatta trascinare nel tipo di partita voluto dai padroni di casa, pagando un prezzo molto alto.
Le sei clip selezionate mostrano come la squadra di Poeta abbia sistematicamente commesso lo stesso errore: passività a rimbalzo, soprattutto dopo tiri non in ritmo, e difficoltà nell’accoppiarsi in transizione, regalando sempre le direttrici migliori per andare a canestro.
Le letture di Wright
Nel parlare della vittoria di Dubai, non possiamo fare a meno di sottolineare la partita di Wright e la sua capacità di leggere sempre la difesa di Milano. Il tabellino segna 19 punti e 9 assist, mentre le statistiche di Synergy riportano che ha generato 1,056 ppp.
- Nella prima clip mette in mostra tutto il suo talento. Pick and roll tra lui e Kamenjas, con Milano che decide di difendere in contenimento. Guduric passa sopra il blocco e spinge l’avversario verso Nebo, che rimane in drop. Wright aspetta il momento giusto per evitare la stoppata del lungo milanese e segna due punti di pregevole fattura.
- Nella seconda clip, apparentemente non succede nulla e i cambi difensivi di Milano sembrano dare i loro frutti, ma Wright ha la pazienza di aspettare l’accoppiamento giusto con LeDay per poi attaccare e arrivare a un comodo layup.
- Nella terza clip, è letale nel leggere una distrazione di Milano, in particolare di Nebo, che è preoccupato dal blocco di Kambengele. Guduric manda dentro aspettandosi l’aiuto, ma l’area Olimpia è completamente vuota e l’unico modo per fermarlo è il fallo.
Piccoli esempi di come Wright abbia punito, in maniera chirurgica, gli errori difensivi di Milano
Quel tanto che basta
Nel corso della partita si possono imputare tante cose a Milano, ma non quella di non aver sfruttato il gioco interno. L’Olimpia ha prodotto 1,636 ppp in situazioni di post-up e 1,375 ppp con il rollante a chiudere il pick and roll.
Numeri sicuramente figli della buona propensione dei giocatori interni di Milano, ma anche di una chiara scelta di Dubai di concentrarsi molto di più sulla difesa del perimetro, lucrando sulla grande importanza del tiro da fuori per l’Olimpia.
- Nella prima clip si vede come Kambengele si disinteressi totalmente del pop di Booker, fino a quando Shields è in possesso del pallone. L’idea è di togliere la palla dalle mani del danese, concedendo il piazzato di Booker.
- Nella seconda clip vediamo come, sul pick and roll giocato con Nebo, Dubai si preoccupi relativamente della rollata del lungo milanese. Kamenjas fa uno show piatto per invogliare Guduric a scaricare il pallone. Bertans è completamente attaccato a Brown e l’area è completamente aperta. Nebo riceve il passaggio da Guduric e chiude anticipando la difesa.
Nelle situazioni di post-up, la situazione è analoga:
- Nella prima clip Dubai accetta il cambio con Nebo a centro area contro Anderson. L’aiuto arriva solo nel momento del tiro, senza che nessuno lasci l’uomo sul perimetro.
- Nella seconda clip vediamo un’azione tipica di LeDay, che attacca Petrusev fronte a canestro, per poi chiudere spalle. La difesa di Dubai, correttamente, si fida dei centimetri del lungo serbo, e allo stesso tempo non stacca nessun uomo dal lato debole, accettando l’1 vs 1 con il lungo americano.
- Nella terza clip Milano gioca un pick and roll ad angolo vuoto, per andare in post da Booker. Il lungo americano è accoppiato con un eccellente difensore come Kamenjas, ma nonostante ciò, non vengono mandati aiuti contro un ottimo giocatore di post come il lungo americano.
Tre esempi di come Dubai abbia scelto volutamente di concedere solo alcuni tiri a Milano, cercando di togliere il più possibile la sua dimensione perimetrale
