HomeNBANBA: i giocatori più importanti che non possono essere scambiati e perché

NBA: i giocatori più importanti che non possono essere scambiati e perché

Una buona fetta di mercato NBA, in vista della trade deadline del 5 febbraio, è già chiusa in partenza: tra clausole particolari, estensioni firmate di recente e regole del contratto collettivo, giocatori del calibro di LeBron James, Shai Gilgeous-Alexander, Devin Booker, Mikal Bridges, Paolo Banchero o Chet Holmgren sono di fatto fuori dalle grandi manovre di questo inverno. Per chi segue solo sullo sfondo, può sembrare assurdo che stelle di questo livello non possano essere scambiate nemmeno volendo, ma la spiegazione è tutta dentro un labirinto di sigle e paletti contrattuali. Ecco la spiegazione dietro queste clausole, redatta in primo luogo da Bobby Marks per ESPN.

LeBron, Lillard e il “veto totale”

Il caso più facile da capire, ma anche il più raro, è la No-Trade Clause, la famosa NTC. In pratica significa che il giocatore ha un vero e proprio diritto di veto su qualsiasi scambio: la sua squadra può trovare un accordo con un’altra franchigia, ma la trade non diventa ufficiale se il diretto interessato non dà il proprio consenso. Oggi in NBA i soli ad avere questa clausola “vera” sono LeBron James e Damian Lillard, due superstar che hanno maturato i requisiti necessari, cioè almeno otto anni di carriera NBA e quattro con la stessa franchigia con cui hanno firmato il contratto che contiene la clausola.

Questo dettaglio contrattuale cambia completamente il loro peso sul mercato: non solo non possono essere scambiati “a sorpresa”, ma sono loro, eventualmente, a poter indirizzare tempi e destinazione di un’eventuale partenza.

Cosa significa “Signing Restriction”

Molto più frequente della NTC è la Signing Restriction. Qui non si parla di una clausola negoziata dal giocatore, ma di una regola generale del CBA (il Contratto Collettivo di Lavoro): se un contratto è appena stato firmato o esteso, la Lega impone un periodo in cui quel giocatore non può essere scambiato.

Capita spesso con i giocatori che rifirmano con la propria squadra sfruttando i Bird o Early Bird rights (QUI la spiegazione di cosa sono) e ottenendo un aumento di almeno il 120% rispetto allo stipendio precedente: in questi casi, la maggior parte non è scambiabile fino al 15 gennaio. Giocatori come Josh Giddey, Tre Mann, Sam Merrill, Paul Reed, Santi Aldama o Naz Reid rientrano in questa categoria e arrivano alla vigilia della deadline con una finestra molto più corta per eventuali scambi.

Ci sono poi i casi in cui la restrizione dura sei mesi dalla firma o dalla rinegoziazione dell’accordo, rendendo i giocatori di fatto fuori mercato per tutto l’inverno. È il caso di diversi profili medio-alti come P.J. Washington o Aaron Nesmith, ma anche di nomi più grandi quali Luka Doncic o Russell Westbrook. Anche Devin Booker si porta dietro paletti legati alla struttura della sua estensione, che rendono il suo contratto molto complicato da scambiare entro questa trade deadline anche volendo.

In sostanza, quando si vede un giocatore firmare un ricco rinnovo in estate, non significa solo “il club vuole tenerlo”, ma anche che, per alcuni mesi, la NBA non permette di trattarlo come asset di scambio.

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Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

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