Shai, Bridges e gli altri (quasi) intoccabili
In questo quadro si inseriscono anche altri grandi nomi che, all’atto pratico, sono difficilmente muovibili. Shai Gilgeous-Alexander, per esempio, ha firmato una designated veteran extension, il cosiddetto supermax, che porta con sé regole specifiche: non può essere scambiato prima di luglio, quindi qualsiasi scenario che lo vede protagonista di una trade entro la deadline è semplicemente da escludere.
Mikal Bridges è un altro caso emblematico: il suo contratto, tra data di firma e struttura delle cifre, lo rende pienamente eleggibile solo oltre la finestra più calda del mercato, pur essendo uno dei giocatori più desiderati dalle contender per impatto e versatilità. A questo si aggiungono profili come Russell Westbrook o De’Aaron Fox, che combinano firme recenti, date particolari di eleggibilità e impatto salariale in un sistema sempre più rigido con apron e limiti di spesa: metterli al centro di una trade complessa, nel poco tempo che precede il 5 febbraio, è un esercizio teorico molto più che una reale possibilità.





