Poi si può sempre fare di meglio e ambire più in alto, ma l’augurio per il 2026 dell’Urania Milano è che il campionato finisca con la classifica di questo fine 2025 e fine girone d’andata: al 15° posto, ovvero quello giusto (insieme con il 14° ora occupato da Cento, sconfitta dai Wildcats per 97-85 nell’ultimo match all’Allianz Cloud) per rimanere in A2 senza nemmeno dover passare dai playout.
A metà del cammino, il bilancio per la squadra di coach Marco Cardani è di 7 vittorie (due della quali fuori casa, inclusa quella particolarmente preziosa a Ruvo di Puglia contro una concorrente diretta per la salvezza) su 19 partite: meglio di come si poteva immaginare dopo le 6 sconfitte consecutive di un triste ottobre, peggio di come probabilmente si sperava a inizio stagione. A pesare, oltre alla scommessa presto abbandonata di Gamble II (ora accasatosi a Mykonos, nell’A1 greca, dove curiosamente viaggia a 5 punti e 4 rimbalzi a partita proprio come nelle 7 uscite in maglia Wildcats), ci sono stati soprattutto gli stop di Amato e Gentile, ma è indubbio che anche al netto di assenze e mancanze l’Urania abbia faticato e stia ancora faticando a trovare il giusto assetto.
Di certo la direzione è ora chiara: deciso di aggiungere Morgillo come cambio di D’Almeida (e qui la scommessa di inizio torneo si sta invece dimostrando azzeccata, al pari di quella di puntare su un Cavallero sempre più protagonista), la rinuncia a un altro lungo americano per tesserare invece Roko Rogic come secondo straniero sta portando a una squadra perimetrale (con Gentile nel ruolo di “all around” consentitogli dalla categoria) che contro Cento s’è mostrata più che all’altezza della situazione. Ma che giusto una settimana prima e sempre all’Allianz Cloud – assente Gentile – ha pagato dazio dal perimetro (per una difesa decisamente inadeguata) così come nel colorato (19 punti di Cannon) nella sconfitta per 69-81 con Roseto.
La domanda è insomma una: la forza e il talento del pacchetto degli esterni (guidato dal top-scorer Taylor e dove va elogiato anche Sabatini, sempre pronto a rispondere alle chiamate più o meno d’emergenza del suo coach), sarà sufficiente a compensare i limiti di un reparto lunghi che annovera i soli Morgillo e D’Almeida? La risposta sta anche in quanto Gentile saprà e vorrà resistere nel ruolo di “jolly”, specie quando le partite si complicano, in quanto Cavallero saprà aumentare il suo apporto sotto i tabelloni senza scontare in lucidità al tiro e in quanto Lupusor saprà uscire a rimbalzo dal suo ruolo di lungo decisamente atipico.
Troppe incognite? Forse sì, ma alla vigilia del nuovo anno un minimo di ottimismo è obbligatorio. Anche se poi, a guardare il calendario, non potrebbe esserci un gennaio più a rischio di gelate per la classifica: trasferte a Pesaro, Brindisi e Bologna (rispettivamente il 4, il 17 e il 21), due impegni all’Allianz Cloud contro Scafati e Forlì (il 10 e il 24). Un “tour de force”, l’ennesimo, in cui a quanto sopra bisognerà aggiungere tanta difesa. Anche per avere poi dall’altra parte del campo la necessaria tranquillità per sfruttare al meglio il tiro da oltre l’arco, che nelle serate vincenti ha già dimostrato di essere la vera arma in più di quest’Urania. (Paolo Corio)
