Francesco Ferrari è ufficialmente un nuovo giocatore della Virtus Bologna, ma da tempo il classe 2005 continua a far parlare di sé come uno dei talenti più promettenti del basket italiano. Intervistato da Matteo De Santis su La Stampa, il ventenne di Borgomanero ha raccontato il significato e il peso di essere definito un “predestinato”, soprattutto dopo la straordinaria prova da 36 punti in Serie A2 contro l’Urania Milano — un’impresa che non si vedeva dai tempi di Carlton Myers nel 1991.
«Essere accostato a un campione come Myers è un onore ma richiede impegno costante, in allenamento e in partita. Solo il giorno dopo, su internet, ho capito davvero cosa avevo fatto» ha spiegato il giovane talento, sottolineando come la notorietà arrivi sempre accompagnata da nuove pressioni e responsabilità.
Il percorso di Francesco Ferrari parte dalle giovanili del College Borgomanero, dove ha avuto la possibilità di giocare sia nei campionati Under che in quelli senior. «La B Interregionale mi ha aiutato ad affrontare avversari più fisici ed esperti, un’esperienza formativa che mi ha preparato all’esordio in Serie A2», ha raccontato.
La vera esplosione, però, è arrivata con la Gesteco Cividale, società che Ferrari descrive come il luogo ideale per crescere: «A Cividale c’è l’ambiente perfetto per maturare, in un contesto dove società e tifosi credono nei giovani». Fondamentale anche l’incontro con Stefano Pillastrini, il coach che lo ha fatto debuttare in A2: «Da bambino andavo ai suoi camp a Cesenatico, non avrei mai immaginato che un giorno sarebbe stato lui a credere in me come giocatore, non solo come giovane».
Tra le sue fonti d’ispirazione, Danilo Gallinari e Kobe Bryant occupano un posto speciale. «Ho conosciuto Gallinari in Nazionale, è stato fantastico. Ci siamo anche scritti dopo il suo ritiro», ha rivelato Ferrari.
Oggi, il suo percorso prosegue con la Virtus Bologna, dove si prepara ad affrontare una nuova e ambiziosa fase della carriera. «Il 2025 mi ha dato tanto — ha detto — e spero che il 2026 sia sulla stessa lunghezza d’onda. Voglio migliorare ancora e arrivare il più in alto possibile. Non penso troppo al futuro: mi concentro sul presente, passo dopo passo».
Con determinazione, umiltà e la consapevolezza dei propri mezzi, Francesco Ferrari rappresenta al meglio la nuova generazione del basket italiano.





