Gianmaria Vacirca, ospite ad Area 52, ha espresso grande ammirazione per il lavoro svolto dalla Virtus Bologna in questa stagione, sottolineando la capacità della squadra di mettere in crisi ogni tipo di difesa.
La crescita di Diouf e l’impatto di Niang
Tra i singoli, Vacirca individua alcuni giocatori che hanno sorpreso per rendimento e presenza fisica, diventando pilastri del sistema di coach Ivanovic.
“A me la Virtus ha impressionato. Questi ti van da tutte le parti quindi hanno una serie di giocatori che sono veramente imprendibili, inafferrabili”. “Niang è un giocatore che mette in difficoltà tre ruoli: ali, quattro e i centri con gli sleep… sta facendo delle cose veramente abbastanza uniche speciali”. “La crescita di altri giocatori: Diouf è diventato un giocatore. A me sinceramente ha sorpreso molto, oggi ha anche una presenza in campo che credo che pochi se lo potessero aspettare due anni fa”.
Il feeling speciale tra Vildoza e Ivanovic
Un altro tema centrale è il rapporto tecnico tra Luca Vildoza e l’allenatore montenegrino, un legame che sembra esaltare le qualità del playmaker argentino.
“Vildoza non lo scopriamo oggi, ma su di lui c’erano molte riserve… invece sta facendo una stagione anche concreta”. “Se vai a guardare le stagioni di Vildoza che ha giocato in Eurolega quando è stato allenato da Ivanovic, non credo che sia casuale. Mi sa che con lui c’è proprio un feeling speciale che gli ottimizza le prestazioni”. “Morgan è un altro rendimento di un giocatore arrivato con scetticismo ma diventato dalla panchina top top, sarebbe in corsa nei premi uomo dell’anno”.
L’evoluzione umana di Dusko Ivanovic
Infine, Vacirca analizza lo “switch” mentale di coach Ivanovic, passato da una rigidità mitologica a una gestione più flessibile e attenta ai limiti dei propri atleti.
“L’intransigenza di Dusko quest’anno mi sembra si sia trasformata in un’apertura notevole nei confronti di quelli che sono i limiti della sua squadra e la voglia di far superare quei limiti andando verso la comfort zone di ognuno dei giocatori”. “Da quella sosta di febbraio c’è stato uno switch assoluto e lì va detto che ciò che hanno creato l’allenatore con quello che era il gruppo… lì si è veramente creato qualcosa di speciale e l’allenatore ci ha messo davvero tanto del suo”.





