Alla vigilia della Supercoppa, Christos Stavropoulos ha preso la parola durante la presentazione della partnership con TeamSystem per tracciare un primo bilancio del nuovo corso biancorosso. Il general manager dell’Olimpia Milano ha parlato di entusiasmo, intesa da trovare e traguardi chiari, senza rinunciare a una frecciata indiretta ai rivali.
Il punto di partenza è un roster profondamente rivoluzionato durante il mercato estivo e affidato alla guida di Peppe Poeta. Con tanti volti nuovi il lavoro da fare è ancora lungo: «C’è grande entusiasmo», ha spiegato il dirigente greco, sottolineando la necessità di amalgamare il gruppo in fretta per trovare la giusta identità di gioco.
Sul debutto ufficiale di sabato, Stavropoulos non ha cercato scuse:
«Dire che siamo pronti sarebbe difficile. Non credo che nessuna delle quattro squadre lo sia completamente, ma noi cercheremo di farci trovare pronti.»
Lo sguardo resta proiettato sull’intera annata, intesa come un percorso di crescita progressiva che vede nella qualificazione ai playoff di EuroLeague il vero grande obiettivo stagionale.
Stavropoulos, la scelta degli italiani e la stoccata alla Virtus Bologna
Tra i temi centrali c’è la presenza di italiani in squadra. Stavropoulos ha respinto l’idea di un cambio di rotta, rivendicando come la valorizzazione dei talenti azzurri faccia da sempre parte dell’identità del club. Il gruppo affianca veterani come Ousmane Diop e Giampaolo Ricci a prospetti giovani come Calzavara e Loro, sui quali la società ha scelto di investire in ottica futura:
«Non è una strategia nuova: ogni anno dipende da ciò che offre il mercato e dalle opportunità che si presentano. Noi abbiamo sempre pensato agli italiani.»
In chiusura, il dirigente ha risposto con fermezza alle recenti uscite pubbliche della Virtus Bologna. Senza alzare i toni, il messaggio nei confronti dei rivali storici è stato chiarissimo:
«Noi non parliamo mai delle altre squadre e non vogliamo farlo. Credo che per ogni società debba parlare la propria storia.»
Una storia che per la società milanese si riassume in cifre ben precise: novant’anni di vita, un’unica matricola federale e ben 32 scudetti in bacheca.




