Negli ultimi giorni, tra gli addetti ai lavori e i tifosi di Olimpia Milano e Virtus Bologna, si è diffusa una sensazione di incertezza sempre più marcata. Le domande sono ricorrenti: quale fase sta attraversando l’EuroLeague e quali cambiamenti potrebbero arrivare a breve termine? Ecco il recap di Sportando.
Le decisioni lontano dal campo
Le risposte non si trovano nelle partite, ma nelle dinamiche istituzionali. In questo periodo i club sono impegnati in confronti serrati su governance, assetti decisionali e regole di partecipazione che potrebbero incidere in modo significativo sul futuro del torneo. È emerso un incontro a distanza tra i soci, con un’agenda ampia che include il formato della competizione dal 2026/27, la definizione delle licenze a lungo termine e i criteri di ammissione. Sullo sfondo rimane una priorità condivisa: rafforzare la stabilità dell’EuroLeague in un contesto reso più fragile dalla possibile espansione europea dell’NBA.
Licenze e rapporti di forza
Il punto più delicato del confronto riguarda le licenze. In particolare, si discute di un’estensione di lungo periodo della “Licenza A” per alcune società di primo piano come Real Madrid, Barcellona e Fenerbahce. L’accordo, che potrebbe avere una durata decennale, sarebbe accompagnato da condizioni di uscita economicamente molto vincolanti. L’obiettivo è chiaro: garantire continuità alla competizione e aumentare il peso negoziale dell’EuroLeague nei confronti di partner commerciali e media, oltre a presentarsi come blocco più compatto nel dialogo con l’NBA.
Le posizioni di Milano e Bologna
In questo scenario, le strategie dei club italiani divergono. Olimpia Milano ha mostrato cautela rispetto ai recenti cambiamenti ai vertici dell’EuroLeague, manifestando in passato perplessità su una gestione percepita come troppo vicina alle logiche NBA. La Virtus Bologna, invece, sembra intenzionata a consolidare ulteriormente il proprio rapporto con l’EuroLeague, puntando a una licenza decennale che rafforzerebbe il progetto sportivo e societario promosso da Massimo Zanetti. Il quadro resta in movimento e le decisioni attese nelle prossime settimane potrebbero incidere in modo significativo sugli equilibri futuri del basket europeo.





