«Tornare a casa non è mai qualcosa di banale. Sarà molto bello, ma ovviamente non posso fare sconti a nessuno».
Marco Spissu torna a Sassari da avversario e lo fa in una delle partite più delicate della stagione. Ecco la sua intervista rilasciata a La Nuova Sardegna
Alle 20.30, il PalaSerradimigni ospita la sfida del terzo turno di FIBA Europe Cup tra Banco di Sardegna Sassari e Casademont Saragozza, un vero e proprio match da dentro-fuori per la qualificazione.
Gli occhi dei tifosi biancoblu saranno tutti su di lui: canotta rossa, numero 0, ma un passato che non si cancella.
Spissu e la Dinamo: una storia che pesa
Con la maglia della Dinamo Sassari, Spissu ha:
vinto due trofei
sfiorato uno Scudetto
costruito le basi di una carriera che lo ha portato in Eurolega, in Nazionale e alle Olimpiadi
«Non sarà mai una partita come le altre – ammette –. Anche se sono già tornato da avversario con Venezia, questa volta sarà speciale».
Saragozza arriva da Valencia, ma il momento è positivo
Lunedì una sconfitta pesante in Liga contro Valencia, ma senza drammi.
«Abbiamo perso contro una squadra che è in vetta all’Eurolega. Siamo rimasti in partita per due quarti, poi loro hanno preso il largo. Ma arriviamo da un momento positivo, sembra che abbiamo trovato la quadra».
Spissu: “La Dinamo la seguo sempre”
Spissu non ha mai smesso di guardare Sassari.
«Seguo tutto della Dinamo, ho visto quasi tutte le partite. Ultimamente c’è stato un netto miglioramento.
L’arrivo di Pullen e Visconti ha portato l’energia che mancava».
E avverte:
«Reggio è un campo difficile, non credo che troveremo la stessa Dinamo vista al PalaBigi».
Una partita che vale tantissimo
Per entrambe, il margine d’errore è minimo.
«È una partita fondamentale sia per noi che per loro. Abbiamo obiettivi alti in questa competizione e non possiamo permetterci altri passi falsi. Servirà una prova di grande spessore».
La Liga ACB e il momento personale
«La Liga ACB è bellissima ma durissima. Ogni vittoria va sudata, non puoi mai abbassare la guardia».
Sul piano personale:
«Ho avuto problemi a un piede che mi hanno condizionato in autunno. Sto ancora curandomi, ma sto molto meglio e il mio spazio è cresciuto».
Famiglia divisa sugli spalti
Molti amici e parenti arriveranno da Sassari. Per chi faranno il tifo?
«La mia famiglia tiferà per me, su questo non ci sono dubbi. Però capisco chi avrà il cuore diviso: la Dinamo è sempre la Dinamo».
E un ultimo pensiero al palazzetto:
«Il PalaSerradimigni resta uno dei miei luoghi del cuore. Vederlo pieno mi gasa anche da avversario».





