HomeNBAKuminga-Warriors, è rottura silenziosa: ma la trade non è scontata

Kuminga-Warriors, è rottura silenziosa: ma la trade non è scontata

Il 15 gennaio segna uno snodo formale e simbolico per i Golden State Warriors: da oggi Jonathan Kuminga è cedibile in base al contratto biennale firmato a ottobre. Ma, come racconta un lungo approfondimento, la domanda non è solo se verrà scambiato entro la trade deadline del 5 febbraio: è capire quanto si sia incrinato il rapporto tra giocatore, coach Steve Kerr e organizzazione, e perché una separazione — pur desiderata da molti — potrebbe non essere immediata.

Da “asset” a caso interno

Secondo quanto riportato, la situazione si è deteriorata in modo evidente tra dicembre e inizio gennaio, con momenti che hanno alimentato dubbi interni ed esterni. Il punto centrale è che Kuminga, per mesi, avrebbe vissuto un ruolo sempre più marginale, con DNP-CD e minuti ridotti, fino a diventare quasi un “fantasma” anche nelle finestre di accesso media.

Le due date che hanno cambiato la percezione

Il racconto individua due passaggi chiave.

  • 2 dicembre: dopo una sconfitta contro OKC, Kuminga gioca 16 minuti ma resta in panchina per tutto il quarto periodo, nonostante alcuni numeri utili (rimbalzi, impatto nei plus/minus). La frustrazione, da quel momento, non sarebbe più rimasta sotto traccia.

  • 2 gennaio: nella gara di ritorno contro OKC, con i veterani a riposo, Kerr anticipa che Kuminga giocherà, ma poco prima del match il suo nome compare nell’injury report per mal di schiena. L’episodio, secondo fonti interne, avrebbe irritato l’organizzazione e alimentato sospetti sul reale stato fisico.

Il nodo tecnico: spaziature e gerarchie

Il problema, per i Warriors, è soprattutto strutturale. Con Stephen Curry come fulcro offensivo e Draymond Green come pilastro difensivo, Kerr ha sempre privilegiato giocatori di alto QI cestistico e compatibili con la “chaos-ball” del duo storico. L’arrivo di Jimmy Butler ha ulteriormente irrigidito le combinazioni: con Butler e Green in campo, aggiungere un altro giocatore non dominante al tiro può “rompere” le spaziature, un aspetto vitale per Curry. Kerr, in sintesi, avrebbe valutato che alcune combinazioni con Kuminga titolare espongono debolezze difficili da sostenere nella NBA moderna.

Mercato complicato: valore in calo e pochi incastri

Il paradosso è che Kuminga è l’ultimo vero contratto “spendibile” per costruire una trade di livello senza toccare il core. Ma proprio l’assenza di minuti e la tensione interna avrebbero abbassato il prezzo percepito.

Viene citato l’interesse dei Sacramento Kings, ma con un dettaglio importante: un’offerta estiva più ricca non sarebbe più sul tavolo alle stesse condizioni. Si parla anche di attenzione dei Lakers, senza certezze sull’apertura di una trattativa concreta.

In più, Golden State si muove con vincoli rigidi: è vicina all’hard cap, quindi in molte operazioni i salari devono combaciare in modo quasi chirurgico. Senza Kuminga, per prendere un giocatore di fascia alta, servirebbe coinvolgere un contratto come quello di Green, scelta che cambierebbe completamente la direzione.

E se non venisse ceduto?

Qui sta la parte più interessante: nonostante il clima, alcune fonti interne indicano che i Warriors potrebbero anche tenere Kuminga fino a fine stagione se non arrivasse un’offerta ritenuta adeguata. In estate il suo contratto diventerebbe una forma di expiring più appetibile sul mercato, utile anche per squadre che vogliono ripulire il monte salari.

Ma questo scenario porterebbe una conseguenza logica: se rimane, deve giocare. Tenere in panchina un asset da oltre 20 milioni senza ritorno tecnico, mentre la squadra è in lotta Play-In, sarebbe un costo sportivo enorme.

Simone Mazzola
Simone Mazzola
Simone Mazzola è ideatore e fondatore di Backdoor Podcast. Giornalista pubblicista iscritto all'albo, segue e racconta il basket quotidianamente da oltre vent'anni. Nel corso della sua carriera ha collaborato con redazioni del calibro di FoxSports e del sito italiano NBA. È inoltre autore del libro "American Dream: un infiltrato alle NBA Finals".X: https://x.com/mazzola_simone IG: https://www.instagram.com/datruth84/

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