Il CEO di EuroLeague, Paulius Motiejunas, non nasconde il fastidio per l’idea NBA di lanciare una nuova lega europea, ma allo stesso tempo ridimensiona la portata del progetto, definendolo più teorico che reale in questa fase.
In un’intervista concessa a Ken Maguire dell’Associated Press, riportata da TalkBasket, il dirigente lituano ha sottolineato come al momento si sia parlato soprattutto di potenziale, senza però vedere nulla di concreto sul tavolo.
“Abbiamo solo sentito il piano o i fuochi d’artificio su quanto sarà incredibile, su quanto potenziale ci sia”, ha spiegato Motiejunas. “Ma avere una teoria è una cosa, farla funzionare è un’altra. Noi siamo qui da 26 anni. Sappiamo come funziona l’Europa”. Un messaggio chiaro: l’EuroLeague rivendica esperienza, radicamento e conoscenza del mercato europeo, elementi che l’NBA dovrà necessariamente confrontare con la realtà se vorrà davvero mettere in piedi un progetto continentale.
Motiejunas ha poi respinto l’idea che il piano NBA rappresenti una minaccia immediata all’attuale struttura del basket europeo. Ha ribadito fiducia nel fatto che Real Madrid, Fenerbahce e ASVEL – gli unici tre club azionisti che non hanno ancora rinnovato la licenza – resteranno nel perimetro EuroLeague. “L’NBA annuncia e annuncia cose da un anno, ma non c’è ancora niente a cui ti puoi davvero aggrappare”, ha aggiunto, sottolineando come anche i proprietari dei club inizino a percepire questa narrativa come “un disco un po’ rotto” fatto di continui rinvii, mentre la data evocata del 2027 “è già dietro l’angolo”.





