Il progetto NBA Europe entra in una fase sempre più politica e finanziaria. Secondo quanto riportato da TalkBasket, riprendendo un’inchiesta di The Athletic, il commissioner NBA Adam Silver sta sondando con decisione la strada dei grandi investitori del Medio Oriente per dare solidità economica alla futura lega europea. In particolare, l’attenzione è rivolta ai fondi sovrani, che nel contesto del nuovo campionato avrebbero meno vincoli di proprietà rispetto all’attuale NBA, dove non possono superare il 20% di una franchigia.
Silver ha spiegato di voler costruire una base di capitale il più ampia possibile, aprendo le porte a famiglie già attive nello sport, fondi d’investimento tradizionali e private equity che vedono lo sport come una nuova asset class. “Siamo aperti a diverse forme di capitale”, ha sottolineato il massimo dirigente, indicando flessibilità sia nella struttura sia nelle modalità di finanziamento del progetto, con l’obiettivo di garantire stabilità di lungo periodo alla presenza NBA in Europa.
Il commissioner ha inoltre confermato contatti con grandi brand sportivi europei, tra cui i club inglesi di calcio Manchester City e Manchester United, per valutare un loro possibile coinvolgimento nella lega. Secondo la BBC, tuttavia, nessuna delle due società avrebbe intenzione di schierare una propria squadra. Nonostante questo, Londra e Manchester restano tra le città considerate in pole position per ospitare le future franchigie, a conferma della volontà NBA di puntare su mercati globali di primissimo piano come pilastri del progetto NBA Europe.





