Il tam-tam mediatico su Roma che torna a respirare grande basket si è riacceso dopo l’annuncio ufficiale della FIP: il Centrale del Tennis del Foro Italico diventerà un’arena da 13.500 posti, pronta nel 2026, con l’obiettivo dichiarato di ospitare la NBA Europe nell’ottobre 2027.
Se il contenitore inizia finalmente ad avere una data, restano invece molte ombre sul contenuto: la squadra. Ed è proprio su questo punto che alcune ricostruzioni nazionali sembrano essersi spinte ben oltre i fatti, arrivando a chiamare in causa — in modo giudicato fantasioso — Trieste e Paul Matiasic.
Il nome di Matiasic e l’ipotesi Trieste-Roma
Secondo quanto rilanciato da La Repubblica, il quadro societario di una possibile Roma in ottica NBA Europe sarebbe ancora un cantiere aperto. Tramontate le piste Friedkin e le ipotesi legate a Luiss e Virtus Roma 1960 (considerate economicamente insostenibili), il quotidiano ha ipotizzato il coinvolgimento di Paul Matiasic, patron della Pallacanestro Trieste.
L’idea suggerita è che Matiasic, in quanto americano e affascinato dal brand NBA, possa valutare il trasferimento del titolo sportivo dei giuliani nella Capitale. Molto “si dice”, però, e pochissima sostanza.
I costi NBA e il muro della realtà
L’interesse di Matiasic per il mondo NBA è noto, ma la realtà economica frena qualsiasi entusiasmo. Come ribadito più volte dal general manager Michael Arcieri, l’esborso necessario per entrare in un progetto NBA Europe si aggirerebbe su centinaia di milioni di euro tra fee d’ingresso e costi di gestione, come riporta Il Piccolo.
Numeri che rendono l’operazione estremamente complessa, se non proibitiva nel breve periodo, soprattutto per una proprietà che ha appena avviato un progetto di consolidamento sportivo e identitario.
Trieste, un progetto solido che guarda al territorio
Oggi Trieste è una piazza stabile e in crescita, forte di quello che lo stesso Matiasic ha definito pochi giorni fa “il miglior pubblico d’Italia”. Il progetto biancorosso è chiaramente orientato allo sviluppo sul territorio, non a un trasloco oltre il Grande Raccordo Anulare.
Risultati sportivi, entusiasmo e identità sono elementi che difficilmente si sacrificano per un’operazione ancora tutta da decifrare.
La cordata romana guarda altrove
A smentire ulteriormente l’ipotesi di un “sacrificio” triestino c’è un’altra informazione che circola con insistenza negli ambienti vicini ai dossier capitolini: una cordata di investitori per riportare la Serie A a Roma esiste davvero.
L’obiettivo di questo gruppo sarebbe quello di acquisire un titolo LBA già per la stagione 2026-27, ma l’attenzione sarebbe rivolta verso una società del Nord, diversa da Trieste.
Roma e Trieste, destini separati
In sintesi, Roma si prepara a rientrare nel basket che conta, probabilmente attraverso l’acquisizione di un diritto sportivo. Ma Trieste non è sul tavolo.
Il legame tra la proprietà americana e la città giuliana appare oggi più solido che mai, rafforzato da risultati, progettualità e da un entusiasmo ritrovato che non si baratta con le incertezze di un nuovo corso capitolino.
Per Roma, la strada verso l’eccellenza passa da altri lidi, lontano dal parquet di Valmaura.
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