Un altro grande weekend di Serie A2 alle spalle, altri cinque temi da analizzare insieme.
1-PESARO HA PASSATO L’ESAME
Se il big match contro Brindisi rappresentava la prova del nove sulle ambizioni di promozione diretta, la Vuelle Pesaro ha brillantemente superato l’esame. Sempre avanti nel punteggio, spesso anche in doppia cifra al di là della sfuriata finale che aveva riportato la Valtur dal -15 al -3, i biancorossi di Leka si sono dimostrati più solidi, più efficaci, più squadra. Come a voler ribadire che dopo venticinque partite non si è lassù da soli per caso. E pur con un americano che non c’è quasi stato: Kay Felder chiude la sua esperienza a Pesaro con 8 punti in 23 minuti medi, saltando sette partite e giocandone tante lontano dal 100%. Al suo posto è ufficiale l’arrivo di Jazz Johnson, fromboliere della categoria: un giocatore diverso, che nel worst case potrebbe togliere un po’ di fluidità e ritmo a uno degli attacchi più bilanciati del campionato. Ma dovesse invece avverarsi il best, inserendosi nel modo giusto in un gruppo già rodato, diventerebbe la ciliegina sulla torta che può rompere difese e spaccare partite con il talento. L’ultimo tassello per completare il puzzle.
2-NO FERRARI, SI PARTY
Per rimanere in tema di cose che non ci si aspettava e sono invece giorno dopo giorno sempre più reali: la partenza di Francesco Ferrari doveva essere un teorico downgrade rispetto alle ambizioni di una Cividale comunque mai stata storicamente avvezza a porsi dei limiti. E infatti, dopo il -28 di Rieti che sembrava corroborare le ipotesi di un ridimensionamento tecnico, sono arrivate quattro vittorie consecutive che issano la Gesteco al secondo posto solitario. Ritrovando il Redivo realizzatore, pescando sul mercato un Costi sottoutilizzato ad Avellino ma subito ben inserito in Friuli, ricordando che un Ferrari a roster c’è ancora: il fratello maggiore Alessandro, che si sta meritando sul campo i minuti guadagnati con la partenza di Francesco. Una storia di famiglia come quella di queste Eagles, che continuano a volare sempre più in alto e di cui dovremmo ormai smettere di stupirci.
3-MERAVIJUVI
Sei vittorie consecutive in un campionato del genere sono un’enormità a prescindere. Figuriamoci se a infilarle è una squadra fino a quel momento invischiata nella palude dei playout, per giunta una delle più in crisi. Ma la Juvi Cremona poi ha piazzato una serie clamorosa, che la rende senza discussioni la squadra del momento: già negli scorsi campionati coach Bechi ci aveva abituato a colpi di coda quando i suoi sembravano più in difficoltà, ma un acuto del genere non ha precedenti nel pur soddisfacente percorso della società targata Ferraroni al secondo livello nazionale. E, per caso o più probabilmente no, cambiare un americano ha rappresentato una svolta soprattutto per quello che è rimasto: prima della prova silenziosa contro la Libertas Livorno di sabato sera, Billy Garrett viaggiava a 23 di media con 20/38 dall’arco nelle cinque vinte precedenti. Ma non è comunque l’unico protagonista di un gruppo camaleontico, dove sei giocatori italiani portano alla causa almeno altrettanti punti a partita.
4-PSICODRAMMI
Quella tra Roseto e Pistoia, a oggi, è una guerra senza armi e senza la forza di poterla combattere. Encefalogrammi sostanzialmente piatti sul fondo di una classifica che a oggi vede ancora davanti i toscani, ma solo per demeriti altrui: 0-10 il bilancio per Pino Sacripanti sulla panchina biancorossa, qualcuno aveva anche parlato di dimissioni dopo la sconfitta a casa Fortitudo, per il momento è arrivato l’ennesimo cambio di roster con Karvel Anderson al posto di Jazz Johnson e una coppia straniera rifatta da zero. È tornata invece al punto di partenza o forse ancora più indietro Roseto, che ha rimesso la squadra in mano ad Alex Finelli dopo le dimissioni di Bassi e continua a domandarsi cosa fare dei suoi americani, spesso in discussione ma per il momento ancora in sella. Nel frattempo, in un clima esasperato, è arrivata un’altra squalifica del campo: contro Ruvo si giocherà a porte chiuse. Se anche una delle due dovesse alla fine salvarsi, per come si è messa, potrà parlare di un mezzo miracolo.
5-IL PROSSIMO TURNO
Si gioca su tre giorni, con partenza al venerdì per l’anticipo fra Torino e Fortitudo Bologna. Sabato la capolista Pesaro difende il primato sul campo di una Cento in crisi sempre più nera, la vicecapolista Cividale affronta una partita simile a casa dell’Urania Milano, e Scafati ha un’occasione per tornare al successo ospitando il fanalino Roseto. Domenica piatto forte del programma al Flaminio di Rimini dove sarà di scena Avellino, non facili gli impegni casalinghi di Verona e Brindisi contro le lanciate Cremona e Bergamo, cerca il riscatto immediato la Libertas Livorno contro quella Ruvo che all’andata le portò via due punti preziosi. Mestre proverà a stupire anche sul difficile parquet di Rieti, mentre la partita più delicata del turno va in scena a Pistoia tra i padroni di casa e Forlì.





