L’esordio di Luke Kennard con la maglia dei Los Angeles Lakers è stato solido e, per certi versi, indicativo di ciò che la franchigia si aspetta da lui. Nella vittoria per 105-99 contro i Golden State Warriors, Kennard ha chiuso con 10 punti e 2 assist, tirando 2/4 da tre nel suo primo match in gialloviola.
Arrivato da Atlanta via trade la scorsa settimana, l’esterno sa bene quale sia la principale critica che lo accompagna da anni: non tira abbastanza, nonostante sia uno dei migliori specialisti NBA.
Numeri da tiratore d’élite, ma pochi tentativi
Scelto con la 12ª chiamata assoluta al Draft 2017 dai Pistons, Kennard ha disputato 506 partite NBA, realizzando il 44,2% delle sue 2.211 triple tentate in carriera. Tra i 79 giocatori con almeno 500 partite e 100 triple tentate dal 2017, nessuno ha una percentuale migliore.
Eppure, i 4,4 tentativi da tre a partita lo collocano solo al 43° posto nello stesso gruppo. In carriera ha preso almeno 10 triple in una gara soltanto 18 volte, mai in questa stagione.
Redick chiaro: “Voglio che tiri di più”
Il nuovo allenatore dei Lakers JJ Redick non ha perso tempo nel chiarire le aspettative:
“Sono entusiasta di Luke. È uno dei migliori tiratori della NBA. Lo incoraggerò molto a prendersi più tiri e a non rifiutare conclusioni aperte”.
Un messaggio recepito dal diretto interessato.
“Mi piace fare sempre la giocata giusta”, ha spiegato Kennard. “Conosco bene il gioco, tirerò e sarò aggressivo. So che è quello che vogliono da me”.
Il primo tiro in maglia Lakers non si scorda mai
Il primo possesso di Kennard è arrivato dopo una serie di palle perse reciproche. Austin Reaves lo ha trovato davanti alla panchina dei Warriors: nessuna esitazione, tripla a segno.
“Stavo cercando un tiro, volevo subito prenderne uno”, ha raccontato Kennard. “Era altissimo, ma mi è piaciuto appena è uscito dalle mani”.
Nel primo tempo ha anche sfruttato la propria gravità offensiva per attaccare un closeout di Moses Moody e segnare al ferro, su assist di LeBron James.
Spaziature ideali accanto a LeBron e Doncic
Con Luka Dončić fuori per un problema al bicipite femorale, LeBron ha guidato i Lakers con 20 punti e 10 assist, ma il concetto resta valido:
“Con Luka e LeBron in campo ci saranno tante triple aperte”, ha detto Kennard. “Attirano moltissima attenzione. Per me significa aprire il campo e fare sempre la giocata giusta”.
Non solo tiro: letture e playmaking
Redick ha sottolineato anche un aspetto meno noto del gioco di Kennard:
“Una delle sue qualità sottovalutate è la capacità di iniziare l’azione a metà campo. Può giocare senza palla, ma anche creare vantaggi e muovere il pallone”.
Un concetto emerso chiaramente nel quarto periodo, quando Kennard ha rinunciato a una tripla aperta per servire Jarred Vanderbilt in contropiede, e poco dopo ha trovato Maxi Kleber per una conclusione facile.
Un primo passo convincente
Kennard ha chiuso con cifre in linea con le sue medie, ma con un impatto che i Lakers non avevano dal ruolo occupato in precedenza da Gabe Vincent.
Un debutto senza fuochi d’artificio, ma estremamente incoraggiante. E, come promesso, con l’impegno a tirare di più.
