Mirza Alibegovic torna a Torino da avversario per la Final Eight di Coppa Italia, ma il legame con la città resta forte. Quattro stagioni in gialloblù, tra Serie A e A2, hanno lasciato un segno profondo nel suo percorso, tanto che lo stesso giocatore ammette: «A Torino sono stato benissimo, è la mia città», ricordando gli anni vissuti all’Auxilium e poi con Basket Torino.
L’attuale capitano dell’Apu Udine racconta con sincerità il peso di non essere riuscito a conquistare un titolo sotto la Mole: «Per quanto amavo Torino, mi scoccia terribilmente non aver vinto nulla», una frase che riassume il sentimento di chi ha vissuto stagioni intense ma senza la soddisfazione finale. Tra i ricordi più vivi resta la stagione 2016/17, definita positiva nonostante l’assenza dai playoff, e le annate successive segnate da obiettivi ambiziosi e finali sfiorate.
Oggi però il focus è tutto sul presente. Con Udine, Alibegovic ha trovato continuità e responsabilità, diventando uno dei punti di riferimento della squadra. Alla vigilia della Coppa Italia, il messaggio è chiaro: «A inizio stagione molti ci davano per retrocessi, invece abbiamo dimostrato di essere competitivi», sottolineando la crescita del gruppo e la capacità di sorprendere anche avversari più blasonati.
Il rapporto con Torino resta comunque speciale. Non manca uno sguardo affettuoso verso il club piemontese e i suoi tifosi, ma senza nostalgie eccessive: «Mai dire mai, nel frattempo mi godo Udine», conclude, lasciando aperta la porta al futuro ma con la testa totalmente concentrata sul presente.
La sfida contro Brescia rappresenta un banco di prova importante per Udine e per lo stesso Alibegovic, deciso a continuare il suo percorso da leader. Perché il passato resta nel cuore, ma il presente si gioca sul parquet.
