È stata una delle settimane più complicate nella storia recente della Pallacanestro Trieste. Tra ottimisti che parlano solo di ipotesi e pessimisti che temono un futuro senza basket in città, la verità sembra collocarsi nel mezzo.
Una trattativa per il possibile trasferimento della società a Roma sarebbe effettivamente avviata, ma non c’è ancora nulla di definitivo. Allo stesso tempo, il disimpegno almeno parziale di Paul Matiasic appare evidente. La notizia ha colto di sorpresa politica e istituzioni: non un fulmine a ciel sereno, ma nemmeno un temporale annunciato.
La Regione non starà a guardare
A fare chiarezza sulla posizione istituzionale è Fabio Scoccimarro, assessore regionale all’Ambiente e tifoso storico biancorosso.
«La Pallacanestro Trieste non è solo una società sportiva, è un patrimonio identitario della nostra città e dell’intero Friuli Venezia Giulia. Le recenti indiscrezioni sulla stampa riguardo a un possibile disimpegno della proprietà americana ci pongono di fronte a una situazione che richiede estrema chiarezza e rispetto verso le istituzioni e, soprattutto, verso i tifosi e i cittadini».
Sulla possibilità di un intervento concreto, l’assessore è diretto:
«Non siamo rimasti a guardare, in questi anni: abbiamo investito risorse concrete e ingenti, garantendo impianti eccellenti e sponsor istituzionali a sostegno del progetto, da ultimo i 300 mila euro per l’efficientamento e l’implementazione dell’impianto luce e audio».
Risorse che non sono a fondo perduto, ma rappresentano un patto di fiducia tra pubblico e privato. In caso di addio improvviso o gestione non trasparente della transizione, la Regione – sottolinea – dovrà tutelare il territorio.
Appartenenza e futuro
Sul possibile trasferimento a Roma, Scoccimarro ribadisce un concetto chiave:
«Il punto centrale resta l’appartenenza. Ho letto con attenzione la nota della Curva Nord e non posso che dare ragione ai tifosi: Trieste vive di pane e basket. Il rapporto tra la squadra e la sua gente è sacro. Chi viene a investire qui deve capire che non sta acquistando un semplice asset, ma sta entrando nel cuore della città. Venire meno a questo legame, senza un confronto onesto con la base e con chi ha sostenuto la società nei momenti bui, significa mancare di rispetto a migliaia di appassionati».
Il tema dell’identità diventa centrale: la Pallacanestro Trieste non è solo un club, ma un simbolo cittadino.
Quanto al futuro, la posizione della Regione è netta:
«Auspico si giunga alla totale trasparenza e chiarezza quanto prima. Trieste merita un progetto solido e duraturo, non incertezza. Difenderemo la maglia biancorossa e l’onore sportivo della nostra città con ogni mezzo a nostra disposizione».
Il messaggio è chiaro: trasparenza, stabilità e rispetto dell’identità territoriale sono le condizioni imprescindibili per il futuro del basket triestino.
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