Wendell Moore è il nome scelto dalla Virtus per rinforzare il reparto esterni in vista della stagione 2026/27. Venticinque anni a settembre, 196 centimetri per 98 chili, ma soprattutto un’impressionante apertura di braccia di 215 centimetri (caratteristica che ritorna sistematicamente nei giocatori firmati dal club bolognese): misure che ne fanno un profilo fisico di primissimo livello. Una caratteristica che avrà certamente attirato l’attenzione dello staff bianconero, insieme a uno skillset che descrive un giocatore potenzialmente ideale per affiancare la nutrita batteria di portatori di palla a disposizione della Virtus.
Moore è un esterno con qualità tecniche, capace di mettere palla a terra e di svolgere diversi compiti offensivi, pur senza possedere una singola skill realmente dominante. Proprio questa versatilità potrebbe renderlo particolarmente prezioso nel sistema bianconero.

Sarà chiamato ad avere responsabilità importanti, sia come fonte secondaria di creazione quando Carr, Frazier e Bello non riusciranno a generare immediatamente un vantaggio, sia come alternativa nella gestione del possesso, alleggerendo il carico creativo sulle point guard della squadra.
Si tratta dell’ennesimo giocatore proveniente dalla G League – nell’ultima stagione è stato anche compagno di squadra di Bobi Klintman – campionato dal quale la Virtus ha scelto di pescare con decisione nel corso dell’estate. Anche per Moore, inevitabilmente, una delle principali incognite riguarderà l’adattamento a un contesto profondamente diverso. A differenza di Klintman e Kessler Edwards, per lui si tratterà del vero esordio nel basket FIBA: sarà quindi ragionevole mettere in conto un periodo di assestamento più lungo, soprattutto nella lettura degli spazi, dei tempi e delle difese europee. Dal punto di vista tecnico e fisico, però, gli strumenti per diventare un giocatore di livello Eurolega sembrano esserci tutti.
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