Esistono allenatori che cambiano la carriera di un atleta e uomini che ne cambiano la prospettiva sulla vita. Per Marco Belinelli, Gregg Popovich è stato entrambi. Nel corso dell’intervista a Supernova, il podcast condotto da Alessandro Cattelan, è emerso un ritratto inedito del coach più vincente della storia NBA: non solo un genio della tattica, ma un fine conoscitore di vini e cucina, capace di trasformare un parere negativo su un piatto di pasta in una sfida personale fatta di rispetto, umiltà e moltissimo zucchero.
Marco Belinelli e la sfida culinaria con Popovich
“Popovich è una persona super colta di cui puoi parlare di qualsiasi cosa: dall’arte alla guerra, dalle bottiglie di vino al cibo. Abbiamo sempre avuto questa gag perché io sono italiano e lui è un esperto di ristoranti con una cantina di vini allucinante. Mi ha sempre un po’ sfidato: la prima volta che arrivai a San Antonio mi disse di provare un ristorante italiano locale, convinto che fosse una gran cucina. Ci andai con mio fratello e il ragù era pessimo. La mattina dopo ebbi il coraggio di dirglielo: ‘Pop, mi dispiace ma il tuo ristorante non è un granché’. Da quel momento l’ha presa sul personale.”
I gesti che insegnano la vita
“Capitava che in trasferta fossi in camera a guardare un film e bussassero alla porta: era Popovich che mi portava personalmente un pezzo di torta o un tiramisù da un posto nuovo che aveva scovato, dicendomi: ‘Questo è buono’ oppure ‘Questo non è buono’. Faceva questi gesti umili verso un suo giocatore per insegnarmi che c’è una vita oltre la pallacanestro: i rapporti e le esperienze condivise durano per sempre, le partite si vincono e si perdono.”
Il successo come mezzo, non come fine
Questo aneddoto spoglia il mito di Popovich della sua celebre maschera severa per rivelare un uomo che, tra un tiramisù portato in camera e un consiglio su un vino d’annata, ha insegnato a Marco Belinelli la lezione più preziosa: il successo non è un fine, ma un mezzo per godersi il viaggio.
Perché alla fine, che tu vinca o perda un anello NBA, quello che resta è la capacità di distinguere un legame sincero da un pessimo ragù servito in Texas.
