Il Board of Governors della NBA ha ufficialmente approvato la vendita dei Portland Trail Blazers al gruppo di investitori guidato da Tom Dundon. Si tratta del primo cambio di proprietà per la franchigia dell’Oregon dal 1988: la chiusura dell’operazione è fissata al 31 marzo, con Dundon che acquisisce l’80,1% del club a una valutazione di 4 miliardi di dollari.
La quota restante del 19,9% verrà acquistata a una valutazione di 4,5 miliardi di dollari, con la transazione finale che dovrà essere completata entro il 1° settembre 2028. I proventi della vendita saranno devoluti in beneficenza, in ottemperanza alle volontà del compianto proprietario Paul Allen, co-fondatore di Microsoft.
Dundon assumerà il ruolo di Governor dei Trail Blazers, chiudendo l’era durata 38 anni sotto la guida di Paul Allen e, successivamente, di sua sorella Jody Allen. L’operazione rappresenta una delle più grandi transazioni nella storia recente delle franchigie NBA.
La stagione di Portland tra play-in e incertezze
Portland affronta la parte finale della stagione 2025-26 sotto la guida dell’interim coach Tiago Splitter, con un roster che ruota attorno a diversi protagonisti. Deni Avdija sta viaggiando a 23,8 punti, 6,9 rimbalzi e 6,7 assist di media in 60 partite, mentre Shaedon Sharpe contribuisce con 21,4 punti a gara. Grant aggiunge 18,6 punti, 3,5 rimbalzi e 2,1 assist in 57 partite disputate. Dopo tre anni a Milwaukee, è tornato in Oregon anche Damian Lillard, che ha partecipato alla gara del tiro da 3 all’All Star Game
Al centro, Donovan Clingan si è confermato una presenza affidabile con 12,2 punti e 11,7 rimbalzi di media, mentre Jrue Holiday continua a guidare il backcourt con 15,8 punti e 6,1 assist a partita.
I Trail Blazers occupano attualmente il nono posto nella Western Conference con un record di 38-38, ma la posizione playoff resta precaria: i Golden State Warriors, decimi, sono distanti appena 1,5 partite.



