HomeLega BasketOlimpia MilanoPoeta chiede scusa, ma difende la stagione: "Non è un fallimento"

Poeta chiede scusa, ma difende la stagione: “Non è un fallimento”

Dopo la sconfitta contro il Bayern, coach Peppe Poeta si è presentato in sala stampa senza cercare scuse, assumendosi in prima persona la responsabilità di una prestazione che lui stesso ha definito inaccettabile.

«Chiedo scusa ai tifosi e alla proprietà. Sinora in Eurolega abbiamo sempre combattuto, oggi no. Mi prendo tutte le responsabilità, cercherò di fare tutto per ribaltare questa situazione.»

Il tecnico biancorosso ha riconosciuto che nell’ultimo mese la squadra ha perso qualcosa di difficile da quantificare: energia, intensità, continuità per quaranta minuti. Eppure Poeta ha tenuto a precisare che non si tratta di mancanza di carattere strutturale, citando la rimonta da -26 a -4, il vantaggio di +14 a Valencia e il +15 di Monaco come prove concrete di una squadra capace di reagire. Il problema, a suo avviso, è trovare il modo di mantenere quel livello per l’intera durata di una partita.

«Il mio ruolo è trovare le corde giuste per accendere quello che hanno d’orgoglio. Ci sto provando con tutto me stesso, è un processo anche per me di capire come fare.»

Quattro anni senza playoff: un dato, non una condanna

Poeta ha affrontato direttamente il tema della mancata qualificazione alla post-season, ormai un’abitudine negativa che si protrae da quattro stagioni consecutive. La sua posizione è netta: non raggiungere i play-in non è un fallimento, almeno non nelle circostanze attuali. Il coach ha spiegato di non avere la presunzione di prendere una squadra in corsa, dopo tre anni lontana dalla post-season, e di portarla immediatamente ai risultati sperati. Servono analisi, tempo e comprensione delle cause profonde.

Ha anche respinto i paragoni con Valencia e Zalgiris, sottolineando come certi risultati dipendano da incastri favorevoli che non si possono programmare. Milano, secondo Poeta, ha le condizioni per provarci, ma non è detto che ci riesca ogni anno.

«Sono orgoglioso di aver vinto la Coppa Italia, ma non ho la presunzione di avere la bacchetta magica, arrivare in corsa e ribaltare tutto.»

 

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