Il direttore sportivo dell’Olimpia Daniele Baiesi, intervenuto in conferenza stampa al termine della partita contro il Bayern, ha tracciato un quadro lucido e per certi versi autocritico sulla situazione del club.
Il dirigente ha esordito sottolineando come la percezione esterna dell’Olimpia sia molto diversa da quella che si ha vivendo il club dall’interno, qui alcuni estratti riportati da Real Olimpia Milano:
«La complessità della situazione vista da fuori è una cosa, vista da dentro è tutt’altra, e me ne sto accorgendo in questi primi dieci mesi qui».
Il punto centrale del suo intervento riguarda il metodo con cui vengono prese le decisioni strategiche. Secondo il dirigente, in passato si è ragionato partendo dal risultato desiderato per poi andare a ritroso, invece di costruire un progetto solido dalle fondamenta. Un approccio che intende invertire.
«Credo che bisogna decidere a bocce ferme chi vogliamo essere e cosa realmente possiamo essere. Ho la sensazione che si siano approcciate le cose partendo dal risultato sportivo andando a ritroso, e non viceversa.»
Playoff di Eurolega: ambizione, non traguardo
Il dirigente ha poi fatto una distinzione netta tra obiettivo e ambizione, ridimensionando — almeno sul piano della pianificazione — il peso dei playoff di Eurolega: raggiungere la post-season non deve essere il punto di partenza della programmazione, ma una conseguenza naturale di un lavoro ben fatto. L’obiettivo reale, secondo lui, è ottimizzare tutte le risorse disponibili, sia umane che finanziarie.
«I playoff di Eurolega sono l’ambizione, non l’obiettivo. L’obiettivo è trovare e fare il meglio tra tutte le risorse utilizzate. I giocatori che vengono qui devono essere messi nella condizione di esprimersi al meglio, e per ragioni contingenti credo che non sempre sia stato possibile.»
Il dirigente ha chiuso con una presa di responsabilità collettiva sugli errori commessi, indicando la strada per il futuro: definire prima un’identità di gioco e costruire la rosa di conseguenza, non il contrario.
