Gianluca Basile ha rilasciato un’intervista ad Alessandro Gallo per il Carlino Bologna, tornando su un episodio lontano nel tempo ma tornato d’attualità: l’esonero di Duško Ivanović e le sue conseguenze su un gruppo di giocatori.
L’ex giocatore ha ricordato cosa accadde quando Ivanović fu sollevato dall’incarico durante la sua esperienza al Barcellona. Non fu una questione di risultati in senso stretto, spiega Basile, ma di aspettative: al Barça, l’idea di restare dietro il Real non era accettabile, e per questo Ivanović pagò con l’esonero.
“Impiegammo un po’ prima di riprenderci: Dusko è un allenatore che pretende il massimo, ti entra dentro, quasi nell’anima. E, anziché la scossa, ci fu un momento quasi di rilassamento inconscio. Perché eravamo provati.”
Un passaggio interessante, perché descrive una reazione opposta a quella che ci si aspetterebbe: non una risposta di orgoglio, ma una sorta di cedimento involontario, frutto della pressione accumulata sotto una guida tanto esigente.
Basile tiene però a contestualizzare: si parla di quasi vent’anni fa, e il tecnico serbo potrebbe essere cambiato nel frattempo. “Forse, sottolineo forse, Dusko s’è un po’ ammorbidito nei modi”, dice, senza sbilanciarsi troppo.
Sul presente della Virtus, il giudizio è chiaro: il cammino in Eurolega era già compromesso prima del cambio in panchina, e su quello non ci sono illusioni. Ma Basile crede che la squadra abbia le risorse per rialzarsi, e che il momento di difficoltà possa essere superato.
