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Euroleague: Valencia – Panathinaikos, le tre chiavi della serie

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valencia panathinaikos
Credits: Euroleague

Terzo appuntamento con le preview delle serie playoff di Euroleague, stavolta con uno degli accoppiamenti più intriganti del tabellone. Le due squadre sotto la lente d’ingrandimento sono il Valencia e il Panathinaikos, rispettivamente al secondo e settimo posto della classifica nonostante la differenza tra i due budget potesse far pensare il contrario. I 9.5 milioni di euro del club del patron Juan Roig (13° tra i monte stipendi di EL) rappresentano infatti poco più di un terzo dei 26.5/27 milioni spesi dalla società di Dimitris Giannakopoulos (monte stipendi più alto di EL).

Stagione sorprendente per gli spagnoli, che al ritorno dopo un anno di Eurocup hanno raggiunto un risultato sopra ad ogni possibile aspettativa con un record di 25 vittorie e 13 sconfitte. Percorso diverso per i greci che, dopo aver concluso la regular season con un bilancio di 22 successi in 38 partite, ha dovuto vincere il turno di play-in contro il Monaco per continuare a inseguire la terza Final Four consecutiva.

Grazie alla collaborazione con Synergy Sports e ai dati rilevati dal sito Hack a Stat andremo ad individuare quelle che possono essere le possibili chiavi tattiche della serie, analizzando alcune situazioni di gioco da cui ciascuna delle due formazioni potrà trarre vantaggio.

I precedenti

Dominio spagnolo negli scontri diretti, con una vittoria esterna per 79-89 all’andata e uno straripante 102-84 nella sfida di ritorno per gli uomini di coach Pedro Martinez. Rispetto alle rotazioni previste per la serie, gli assenti per il Valencia erano Braxton Key nella prima gara e Sergio De Larrea nella seconda. Per i greci invece, oltre agli infortunati Cedi Osman e Mathias Lessort all’andata e Nikos Rogkavopoulos al ritorno, si aggiunge anche Nigel Hayes-Davis che durante la sfida del 5 dicembre vestiva ancora la maglia dei Phoenix Suns.

Tutti questi giocatori da martedì per gara 1 saranno a disposizione di coach Ergin Ataman, che però dovrà fare a meno di uno dei suoi leader. È notizia di ieri infatti che Kostas Sloukas salterà tutta la serie per un infortunio patito nell’ultima sessione di allenamento prima della partenza per Valencia, una lesione al menisco esterno del ginocchio sinistro che rischia di tenere il playmaker ai box per diverse settimane.

Le tre chiavi

Una delle prime caratteristiche che contraddistingue lo stile del Valencia sta nel ritmo di gioco altissimo, un pace da 88.8 possessi a partita che in EL solo il Paris è in grado di superare. Una filosofia di gioco che ha tra i capisaldi offensivi un ricorso molto frequente alle conclusioni in transizione, categoria che rappresenta il 15% dei possessi della squadra (2° per frequenza dietro sempre al Paris). Se per molti avversari questo dato poteva rappresentare una difficoltà, per il Panathinaikos potrebbe trasformarsi addirittura in un vantaggio. La formazione di Ataman è infatti la miglior difesa in transizione di tutta la EL, con un rendimento di 1.062 punti subiti per possesso. Una media che nei due scontri diretti è scesa ulteriormente a 1.044 ppp, tenendo gli spagnoli ben sotto alla loro media di 1.221 ppp.

Altro elemento fondamentale nello scacchiere tattico di coach Martinez (premiato settimana scorsa coach dell’anno di EL) è la pressione a tutto campo. Tolto il solito Paris, il Valencia è la squadra che più di tutte usa quest’arma con una percentuale del 21% rispetto al totale dei possessi difensivi. Nelle due gare di regular season i greci hanno dimostrato di poter soffrire una difesa di questo genere, con un rendimento che rispetto alla media stagionale di 0.946 ppp ha subito un calo notevole fino a 0.553 ppp. Se gli spagnoli dovessero decidere di insistere su questa scelta, l’assenza di un play esperto come Sloukas renderebbe le cose ancor più difficili per il Panathinaikos.

Infine un ultimo punto chiave della serie sarà ovviamente la lotta a rimbalzo, frangente nel quale la formazione arancio-blu ha prevalso nettamente in entrambi gli scontri diretti. Differenza che si è registrata anche nell’arco della stagione, come testimoniato dalle percentuali a rimbalzo delle due squadre. Il 35% di riuscita a rimbalzo offensivo del Valencia (4° miglior dato in EL) rischia di diventare un fattore dal peso specifico non irrilevante contro il 67% a rimbalzo difensivo del Panathinaikos (8° dato peggiore in EL).

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