Un giocatore di medio-alto livello al college americano guadagna già più di molti professionisti in Eurolega. Non è un’iperbole: è la realtà del mercato NCAA nel 2026, e sta cambiando ogni calcolo che il basket europeo aveva fatto sui propri prospetti. Nel Backdoor One to One, Luca Virgilio spiega a Simone Mazzola perché chi aspetta una normalizzazione dei salari collegiali rischia di aspettare a lungo.
“La realtà dei fatti è che il mercato continua a crescere, il valore dei giocatori continua a crescere. Quest’anno abbiamo visto una serie di giocatori che erano proiettati a essere nel secondo giro del draft NBA e probabilmente guadagneranno di più tornando al college.
Prima magari il college veniva visto come un transito per cercare di andare a giocare in NBA o andare a fare il professionista il prima possibile per guadagnare più soldi. Adesso la maggior parte dei giocatori che sono al college cercano di restare al college il più a lungo possibile, perché le cifre che possono guadagnare sono più alte di alcuni rookie contract in NBA, sono più alte sicuramente della maggior parte delle opportunità in G-League e sono sicuramente più alte della maggior parte dei contratti che potranno ricevere nei primi anni da professionisti in Europa.
Io non credo che si normalizzerà, perché si continua a parlare di normalizzazione e negli ultimi tre anni il mercato è continuato a crescere. Viviamo in un mercato libero in cui se qualcuno è disposto a pagare una cifra per un giocatore lo può fare. Un giocatore di medio livello adesso al college guadagna più di un giocatore di alto livello in Eurolega, nella maggior parte dei casi.”
