Dopo le due vittorie al Madison Squadre Garden, New York espugna Philadelphia vincendo 108-94 e portandosi sul 3-0 nella serie. Nonostante l’assenza pesante di OG Anunoby, uno dei migliori giocatori arancioblú in questa postseason, i Knicks dimostrano una resilienza d’acciaio, guidati da un Jalen Brunson in versione MVP che continua a riscrivere i libri dei record NBA.
Il protagonista assoluto della serata è stato ancora una volta Jalen Brunson, autore di 33 punti, 5 rimbalzi e 9 assist. Con questa prestazione, il playmaker dei Knicks ha raggiunto un traguardo statistico che lo proietta nell’Olimpo del basket: Brunson è ora alla 51esima partita consecutiva nei Playoff con almeno 15 punti a referto.
Brunson fa la storia
Questa incredibile regolarità lo colloca al 3° posto all-time nella storia NBA per le strisce più lunghe di questo tipo all’inizio della carriera con una singola franchigia, dietro solo a due icone assolute: Michael Jordan, 179 (!) partite consecutive con i Chicago Bulls e Kareem Abdul-Jabbar, 57 con i Milwaukee Bucks.
Brunson ha superato in questa speciale classifica una leggenda come Hakeem Olajuwon (fermatosi a 50) e si conferma il motore inarrestabile di una squadra che non accenna a rallentare. Inoltre, Brunson ha segnato 1.509 punti nelle sue prime 51 partite di playoff con i Knicks, una cifra superata solo da Jordan, Elgin Baylor, Jerry West e Allen Iverson. Da quando è sbarcato ai Knicks, JB continua sempre di più consacrarsi tra i giocatori più incisivi nella storia dei Playoffs.
La solidità dei Knicks
La vittoria di Gara 3 assume un valore ancora più profondo se si considera l’emergenza infortuni che ha colpito il roster di coach Mike Brown. Poco prima della palla a due, è arrivata la conferma ufficiale dell’assenza di OG Anunoby, fermato da uno stiramento al bicipite femorale destro rimediato nel finale di Gara 2.
L’assenza di OG, considerato l’equilibratore difensivo fondamentale per i Knicks e ultimamente anche una delle principali soluzioni offensive, sembrava poter spianare la strada alla rimonta dei 76ers. Invece, la squadra ha risposto con uno sforzo collettivo impressionante: molto bene in particolare Mikal Bridges (23 punti con il 57/50/100 al tiro) e Landry Shamet (15 punti in 26 minuti con 83/67/75 al tiro). Queste due prestazioni in particolare hanno sopperito in entrambe le fasi di gioco all’assenza dell’ala ex Toronto Raptors e anche alla prestazione leggermente sotto tono di Karl-Anthony Towns.
La profondità senza dubbio resta uno dei punti forti di questi Knicks, in grado di vantare un ipotetico quintetto di riserva composto da José Alvarado, Miles McBride, Jordan Clarkson, Jeremy Sochan e Mitchell Robinson, con Landry Shamet, Momo Diawara e Tyler Kolek.
I Knicks si confermano la miglior squadra della lega per Net Rating nel quarto periodo (+11.6), riuscendo a chiudere i conti con una freddezza glaciale nel finale. Tra l’altro sono l’unica franchigia ad aver superato il primo turno in tutte le ultime quattro stagioni, sintomo di un percorso di miglioramento costante che tutto l’ambiente si augura possa finire con la vittoria di un anello che manca da troppi tempo in una città così importante, con una delle tifoserie più intense e passionali dell’NBA.
Verso le Conference Finals
Con un vantaggio di 3-0, i Knicks hanno ora la possibilità di chiudere la pratica in Gara 4 e guardare con fiducia alle finali di Conference, sperando nel frattempo di recuperare pedine fondamentali come Anunoby per il prosieguo della corsa al titolo. Le qualità del roster non sono mai state in dubbio, ma finalmente New York sembra aver trovato la quadra generale per finalmente far funzionare la squadra al massimo delle proprie capacità.
Necessario però non mollare la prima, poiché Philly ha già dimostrato contro Boston che bisogna stare sul pezzo ogni singola partita per evitare rimonte inaspettate.
