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Trieste chiude settima e con tante incognite sul futuro: ora testa a Brescia

Una regular season chiusa nel peggiore dei modi. La Pallacanestro Trieste saluta il proprio pubblico di via Flavia con una sconfitta contro la Vanoli Cremona, regalando agli ospiti una piccola soddisfazione nell’ultima partita prima del trasferimento del titolo a Roma. I biancorossi vanno ai playoff da settimi, con Brescia come avversaria al primo turno a partire da sabato prossimo.

Come riporta CitySport, la partita racconta tutto quello che non ha funzionato nell’approccio di Trieste. La Vanoli prende subito il controllo, portandosi sul 14-25, mentre i padroni di casa mostrano evidenti difficoltà a costruire gioco con continuità. Il parziale finale del primo quarto limita solo in parte il divario: si va al primo riposo sul 22-29.

Il sorpasso e il crollo difensivo

L’avvio del secondo periodo è talmente opaco da spingere coach Taccetti a chiamare timeout dopo appena nove secondi, con la lavagnetta che finisce a terra in un gesto che dice tutto. La reazione arriva: le triple di Ruzzier e Ross ribaltano il punteggio sul 40-38. Ma dura poco. Trieste si distrae colpevolmente in difesa e la Vanoli ne approfitta, chiudendo il primo tempo sul 44-53.

Nel terzo quarto i biancorossi ripartono con lo stesso passo malato. Cremona tocca il +12 al 23′ (49-61) e resta in doppia cifra di vantaggio praticamente fino alla penultima sirena, chiusa sul 64-74.

Il finale regala qualche emozione. Lo schiaccione sulla linea di fondo di Ramsey accende un PalaTrieste rimasto quasi in silenzio per buona parte della serata, poi gli appoggi di Uthoff e Ruzzier costruiscono il 75-76 a sette minuti dalla fine, risvegliando il pubblico di via Flavia. Ma Anigbogu e Grant spengono l’entusiasmo giuliano sul nascere, e a venticinque secondi dalla sirena finale è Battle a mettere i chiodi sulla partita, certificando la sconfitta di Trieste.

Il dato che fotografa meglio la serata è quello delle 13 palle perse in quaranta minuti incolori. Dal PalaTrieste si leva il coro «La gente come noi non molla mai», ma il campo ha raccontato un’altra storia. Ora testa ai playoff, con Brescia che aspetta.

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