Piazza Prampolini gremita, applausi e qualche lacrima. La Pallacanestro Reggiana ha salutato i propri tifosi al termine di una stagione che, almeno nei mesi centrali, sembrava destinata a lasciare ben poco da festeggiare. Invece la Una Hotels si è presentata all’ultimo appuntamento con la città con un bilancio diverso da quello che si temeva, e con un allenatore confermato e premiato.
La presidente Bartoli ha sintetizzato il percorso con una battuta che vale più di mille analisi:
«A novembre la risposta sarebbe stata ben diversa»
prima di aggiungere, più seria:
«Abbiamo ribaltato tutto».
Una frase che racconta la scelta di non cedere nei momenti più difficili, a partire dalla decisione di non separarsi da Dimitris Priftis quando la situazione era più complicata.
Prifits: «Una stagione che non dimenticherò mai»
Il coach greco, che ha ricevuto un prolungamento biennale e il riconoscimento di miglior allenatore della stagione, ha parlato con una sincerità che ha colpito il pubblico presente. Come riporta La Gazzetta di Reggio, ha definito questo campionato come il più complicato da quando allena, eppure anche il più formativo.
«È stata la stagione più complicata, molto emozionante, veramente difficile. Voglio dire grazie prima di tutto ai giocatori, perché sono la parte più importante della squadra. Noi siamo qui per aiutarli. Insieme abbiamo lavorato tanto e quella che sembrava un’annata nata veramente male si è conclusa con un discreto successo.»
Prifits ha paragonato la stagione a un libro, scritto collettivamente giorno dopo giorno:
«Ci siamo insegnati a vicenda il valore del lavoro, della fiducia, del fare le cose insieme e dell’amore. Perché senza amore non c’è niente.»
A quel punto si è commosso, e la piazza con lui.
Sul legame con Reggio, l’allenatore ha usato parole che difficilmente passano inosservate: il Pala Bigi, ha detto, è ormai la sua seconda casa, forse addirittura la prima, considerato che trascorre più tempo lì che tra le mura domestiche. Ha scherzato sul fatto di aver condiviso più ore con il suo vice Federico Fucà che con la propria moglie. Ora ripartirà per Atene, dove la figlia diciottenne sta affrontando gli esami di maturità.
L’ultima parola è spettata proprio a Fucà, che ha voluto sottolineare come le parole del suo allenatore vadano oltre il semplice copione post-stagione: «Queste non sono parole comuni e usuali che si sentono costantemente», ha detto, ricordando che Prifits è prima di tutto una persona con valori umani profondi, oltre che un allenatore di valore riconosciuto. Nel frattempo, il general manager Sambugaro ha ricevuto il premio come miglior dirigente della stagione: un riconoscimento che chiude il cerchio di un’annata che, in qualche modo, la Reggiana è riuscita a riscrivere.
