E chi se l’aspettava una finale così? Tutti i pronostici dicevano: “Come questo Olympiacos può mai perdere questa finale con il Real Madrid senza Tavares, Len e poi anche Garuba?” La risposta è stata: il cuore dei campioni di Madrid. Stasera non hanno vinto e in queste sere non ci sono vittorie morali, ma vedere come hanno lottato, come hanno interpretato e quanto hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo anche quando la partita sembrava finita, è commendevole.
L’inizio del Real Madrid…anzi di Trey Lyles
Cosa poteva succedere di peggio all’Olympiacos che partire da favorita assoluta e subire canestri a raffica da quel fenomeno che risponde al nome di Trey Lyles? 21 punti nel primo tempo, un canestro più bello dell’altro e che ha minato dall’inizio le certezze dei greci. Il Real gioca a un livello di confidenza che stordisce i favoriti. Abalde sigilla chiunque gli passi davanti, Hezonja mette qualche tassello e i blancos non vanno sotto di un centimetro sotto le plance. Poi tra le firme nascoste c’è anche quella di Sergio Scariolo che è l’artefice segreto di un impatto clamoroso dei suoi.
Se non ci fosse Fournier…
Senza l’impatto realizzativo che ha dato Evan Fournier, forse questa finale sarebbe finita in modo diverso. In un match dove Vezenkov ha giocato sotto il par, Milutinov non ha dominato come avrebbe dovuto e potuto, Dorsey non ha infilato un singolo tiro dal campo serviva qualcosa di talento che è arrivato proprio dal francese che ha risposto sempre presente nei momenti difficili e nei momenti decisivi. Non per nulla si aggiudica il trofeo di MVP delle Final Four con i suoi 20 punti che sono pesantissimi ben oltre le cifre.
Peters (il vero) MVP delle Final Four
Quando hai il miglior quattro d’Europa nel tuo roster e dietro hai quello che probabilmente sta nella top 5, diventa difficile poter competere. Alec Peters ha dominato la semifinale con il Fenerbahce e ha bissato nella finale con 16 punti e 26 di valutazione. Nelle due partite questi i suoi numeri: 8-9 da due, 4-4 da 3, 5-6 ai liberi, 8 rimbalzi, 3 assists e 43 di valutazione. Il premio è andato a Fournier, ma se dovessimo darlo pound per pound non ci sarebbe dubbio a chi sarebbe dovuto andare.
Sergio Scariolo e un Real CLAMOROSO
Non sono esattamente la squadra più apprezzata e per cui i neutrali simpatizzino, ma oggi forse per la prima volta, tanti hanno sperato vincessero loro per la clamorosa qualità di attributi e personalità che hanno dimostrato in campo e non solo. Una partita giocata al 200%, con lotta, garra, ma anche lucidità, acume tattico e capacità di trasformare tante debolezze in punti di forza. Scariolo ha messo in piedi una grandissima gara di acume tattico e motivazione, dicendo giustamente di essere orgoglioso dei suoi e quel “we’ll be back” è un’espressione che spaventa tutti gli avversari per la prossima stagione.
Fine della maledizione e del “Si, belli ma non vincete”
L’Olympiacos sfata il tabù del primo posto in Regular Season vincendo un’Eurolega che aspettava da almeno quattro anni, ovvero il periodo in cui ha dominato la competizione, senza raccogliere quello che avrebbero meritato. Questa sera lo hanno raccolto, senza incantare, senza essere la miglior versione di loro stessi, ma come ha detto Bartzokas “a win is a win” ed era quello che serviva.
Ora cambierà tanto in questa squadra? Forse. Ma era logicamente giusto che questa squadra non chiudesse un ciclo di questa portata senza arrivare al bersaglio grosso.
