Shai Gilgeous-Alexander non ha cercato scuse dopo la sconfitta di Gara 4 contro gli San Antonio Spurs. Il risultato finale, 103-82, ha pareggiato la serie delle Finali della Western Conference sul 2-2, e la stella di Oklahoma City ha analizzato la prestazione con parole nette.
“Ci hanno dato un pugno in faccia fin dall’inizio. Per due partite di fila sono stati loro ad aggredire. Nell’ultima eravamo riusciti a raddrizzare la rotta, stavolta no. Dobbiamo fare un lavoro migliore in avvio, soprattutto in trasferta, se vogliamo vincere contro una squadra così forte.”
Una serata difficile anche sul piano personale per SGA: 19 punti, 6/15 dal campo e un differenziale di -18. Ma il problema non ha riguardato solo lui.
Tiratori a secco, palle perse e difesa degli Spurs
Giocatori che avevano trascinato il Thunder nelle prime uscite della serie si sono ritrovati bloccati. Alex Caruso, autore di 31 punti in Gara 1 e con una media di 21 nelle prime tre partite, e Jared McCain, che aveva firmato 24 punti in Gara 3, si sono fermati complessivamente a quattro punti senza realizzare un singolo tiro da tre.
Il dato dal perimetro racconta da solo la serata di Oklahoma City: 18% da tre punti (6/33) e 33% complessivo dal campo. Gli Spurs hanno anche costretto i Thunder a commettere 17 palle perse, scegliendo una strategia difensiva mirata: anziché raddoppiare sistematicamente su Gilgeous-Alexander, hanno tolto spazio ai suoi compagni, impedendo loro di ricevere tiri aperti.
L’approccio ha funzionato ancora di più considerando le assenze pesanti: Jalen Williams (affaticamento al bicipite femorale sinistro) e Ajay Mitchell (stiramento al polpaccio) sono due dei quattro migliori realizzatori del Thunder sia in regular season che nei playoff, e per Gara 5 di martedì le loro condizioni restano in dubbio.
Se nessuno dei due dovesse farcela, Oklahoma City dovrà trovare soluzioni alternative per affiancare SGA nella produzione offensiva. Altrimenti, gli Spurs continueranno a colpire — presto e spesso.
