Andrea Amato conosce bene Matteo Cavallero. Quattro stagioni condivise all’Urania Milano in Serie A2 bastano per avere un’idea precisa di un giocatore, e l’ex bianconero non ha dubbi: la scelta dell’Apu Udine è quella giusta per il nuovo acquisto. È stato proprio Amato, che a Udine ha lasciato amicizie e un pezzo di carriera, a spingere Cavallero verso il Friuli. Dopo una stagione di alto livello in A2, il giocatore aveva ricevuto diverse offerte dalla categoria superiore, ma la destinazione è stata scelta anche su consiglio di chi lo conosce da vicino, come ha dichiarato a Il Gazzettino di Udine:
«Mi sono sentito di consigliargli Udine per i valori che rappresenta, per la mentalità della società e per l’affetto che il pubblico udinese riesce a trasmettere ai propri giocatori.»
Cavallero: un’ala versatile con margini di crescita importanti
Sul piano tecnico, Amato descrive Cavallero come un giocatore capace di coprire sia il ruolo di tre che quello di quattro, dotato di braccia lunghe, atletismo spiccato e una capacità di tenere alta l’intensità per tutta la partita. Nel corso degli ultimi anni ha ridotto il divario fisico con gli avversari stranieri nel suo ruolo e ha acquisito maggiore continuità nel tiro dall’arco:
«Dal punto di vista tecnico ha un potenziale enorme. È un’ala versatile, capace di giocare da tre sia da quattro: ha braccia lunghe, grande atletismo ed energia inesauribile. Non si risparmia mai.»
Il paragone che Amato tira fuori è impegnativo, anche se accompagnato dalle dovute cautele: qualcosa in Cavallero ricorda un giovane Datome. Meno tiro al momento, ma già una certa efficacia e affidabilità. Un punto di partenza, non un punto di arrivo.
Il salto di categoria e il fattore adattamento
Amato non nasconde che il passaggio dalla A2 alla Serie A comporterà inevitabilmente una fase di rodaggio. L’impatto fisico con la categoria superiore è una variabile soggettiva, diversa per ogni giocatore. Ma ciò che lo convince è l’approccio di Cavallero al lavoro quotidiano: serietà, ambizione e voglia di migliorarsi sono le qualità che cita esplicitamente:
«Ho visto Matteo crescere sotto ogni aspetto: mentale, fisico e tecnico. La maggiore fisicità e le richieste tecnico-tattiche della Serie A lo metteranno inevitabilmente alla prova all’inizio, ma sono convinto che, dopo un breve periodo di adattamento, potrà diventare un’arma importante per Udine.»
A guidarlo ci sarà un coach come Adriano Vertemati che ha sempre saputo valorizzare i giovani prospetti. Per Cavallero, insomma, l’ambiente sembra costruito su misura per crescere. Il tempo è dalla sua parte.
