Xavi Pascual ha scelto di raccontare apertamente le ragioni del suo addio al Barcellona al termine della stagione, in una conferenza stampa carica di emozione e sincerità. L’allenatore ha chiarito che la sua decisione non nasce da un conflitto specifico, ma da una progressiva divergenza con le dinamiche interne del club e dal peso emotivo accumulato in questi mesi.
“Il mio desiderio è arrivare fino in fondo e vincere questo titolo per chiudere al meglio un capitolo che molti di noi stanno concludendo. Il club è in un ottimo momento, sta crescendo, e ci saranno anni di successi o comunque molto vicini al successo. Sapete che ne sarò felicissimo.”
Pascual ha voluto precisare di non voler attribuire colpe a nessuno all’interno dell’organizzazione. Ha parlato semplicemente di una differenza di visione rispetto ai ritmi e ai metodi di lavoro del club, sottolineando che questo non significa avere ragione o torto.
“Il club ha il suo modo di funzionare e le sue dinamiche, e si è trovato davanti una persona che vede le cose diversamente, tutto qui. Il ritmo e il modo di lavorare non sono quelli che mi fanno sentire bene e che mi fanno credere di poter portare la squadra a vincere. Preferisco che lo faccia qualcun altro, qualcuno che si troverà a suo agio.”
Il peso della mancata qualificazione in EuroLega
Uno dei passaggi più intensi della conferenza ha riguardato il fallimento nella corsa ai playoff di EuroLega, un obiettivo che Pascual considera il minimo richiesto per una squadra come il Barcellona. L’allenatore ha ammesso di essersi logorato nel corso della stagione, sentendo su di sé la responsabilità di non aver centrato quel traguardo.
“Mi sono consumato quest’anno. Non ho portato il Barça ai playoff in eurolega. Io Non me lo perdonerò mai nella vita, sono fatto così. Non posso perdere con il Barça.”
Pascual ha aggiunto che arrivare alla Copa del Rey con tanti giocatori infortunati e in difficoltà lo ha frustrato enormemente, ma che il vero colpo è stato proprio il mancato accesso ai quarti di finale europei. Ha confessato di aver visto arrivare questa situazione, e che proprio la consapevolezza anticipata lo ha distrutto più di ogni altra cosa.
Il lavoro sul roster e la fiducia nel futuro
Nonostante l’amarezza, Pascual ha voluto sottolineare il lavoro svolto insieme alla direzione sportiva per costruire un roster competitivo pur con risorse economiche limitate rispetto alle potenze europee. Ha evidenziato come l’impossibilità di trattenere i giovani del vivaio, nonostante la vittoria dell’EuroLega giovanile, rappresenti un ostacolo strutturale che costringe il club a trovare soluzioni alternative con grande intelligenza.
L’allenatore ha anche fatto riferimento all’inflazione del mercato dei trasferimenti, definendola persino peggiore del previsto, pur riconoscendo che grazie alle capacità dei suoi collaboratori si è riusciti a mettere insieme una squadra ben costruita. Secondo Pascual, il Barcellona sarà estremamente competitivo se riuscirà a completare il roster nel modo migliore.
Sul piano personale, ha spiegato di essere una persona molto esigente ma di non aver mai creato inimicizie. Semplicemente, non tutti si trovano sempre sulla stessa lunghezza d’onda, e per questo ha deciso di fare un passo indietro prima che la situazione potesse degenerare.
“Finiremmo per farci del male a vicenda. Io sono fatto così: alla fine mi arrabbierei con tutti. Ho bisogno che tutto avvenga subito, con urgenza, e il club funziona in modo diverso. Prima che diventi un problema, preferisco farmi da parte, perché quello che sta arrivando è qualcosa di molto bello, anche migliore di quello che c’era prima.”
Pascual ha rivelato che il club ha provato con insistenza a convincerlo a restare, ma ha ribadito che certe decisioni vanno portate fino in fondo. Ha anche lasciato aperta la porta a un eventuale ritorno in futuro: “Questa è casa mia e sarò sempre disposto a tornare”.
Infine, ha chiarito che nulla potrà fargli cambiare idea, nemmeno la conquista del campionato. Vincere la lega lo renderebbe più felice, ma non modificherebbe la sua scelta. Farsi da parte, secondo Pascual, è la cosa migliore per permettere al club di proseguire il proprio percorso senza la sua figura, nella direzione che ritiene più opportuna.
