Dopo 27 lunghi anni le NBA Finals torneranno ad essere giocate al Madison Square Garden, e proprio come nel 1999 le due squadre che si affronteranno saranno i New York Knicks e i San Antonio Spurs. Da quella serie del ’99 sono cambiate molte cose, ma i dei del basket hanno fatto in modo che non tutto cambiasse. Se andiamo a confrontare le due serie, troviamo infatti molte somiglianze, non solo nei giocatori ma anche nelle narrative. Dalla famiglia Brunson alla nascita di un nuovo centro superstar in quel di San Antonio: andiamo a vedere cosa è cambiato, e cosa non lo è.
LE TWIN TOWERS
Il background di Knicks e Spurs era ben diverso in quell’epoca. A San Antonio stava nascendo una dinastia, con le Twin Towers David Robinson e Tim Duncan a guidare la squadra e Popovich in panchina. Duncan, al suo secondo anno in NBA, era considerato il pezzo focale della squadra andando verso il futuro, con Robinson pronto a fargli da mentore. Sappiamo tutti cosa poi avrebbe conquistato “The Big Fundamental” con la franchigia texana durante la sua carriera: 5 titoli NBA, 2 MVP e 3 Finals MVP. Le Finali del ’99 sarebbero state solo l’inizio della carriera di Tim Duncan, considerato da molti come la miglior ala grande di sempre. In quell’annata San Antonio arrivava come favorita ad Ovest, con un record in regular season di 37-13, in una stagione iniziata a febbraio per il lockout in cui non venne neanche organizzato l’All Star Weekend. Per arrivare alle Finals, San Antonio ha dovuto affrontare i Timberwolves di un giovane Kevin Garnett, i Lakers guidati da Shaq e Kobe (serie finita 4-0), e infine i Trail Blazers di Sabonis. Una passeggiata per San Antonio, che perse solamente 1 partita nel suo percorso. Proprio in quell’anno il leggendario Gregg Popovich conquistò le sue prime Finals con San Antonio, le prime di una lunga serie. In quella squadra del ’99, facevano parte anche Steve Kerr, Jaren Jackson e l’ex Mens Sana Siena Gerard King.
LA SORPRESA KNICKS AD EST
Ben diverso invece è stato il percorso dei New York Knicks per arrivare alle Finals, nessuno si sarebbe mai aspettato di vederli contro San Antonio. Vi state chiedendo il perché? La risposta è molto semplice. Con un record stagionale di 27-23 i Knicks conclusero la stagione 98-99 all’ottavo posto nella Eastern Conference. La squadra guidata da Patrick Ewing e Latrell Sprewell dovette affrontare i Miami Heat di Alonzo Mourning, i Pacers di Reggie Miller e, come nei playoff 2026, gli Atlanta Hawks. La squadra di coach Jeff Van Gundy non era per niente la favorita ad Est, ma nel basket, si sa, le “cinderella stories” sono protagoniste. Stiamo comunque parlando di una franchigia che pochi anni prima, nel 1994, aveva raggiunto le Finals contro gli Houston Rockets di Hakeem “The Dream” Olajuwon, perdendo anche in quell’occasione la serie in 7 partite. C’era quindi il desiderio di rivalsa in quel di Broadway, ma tutti sapevano che non sarebbe stato semplice. In quella squadra del ’99, giocava anche un certo Rick Brunson, padre dell’attuale stella dei Knicks Jalen e attuale vice allenatore di Mike Brown.
Le Finals del 1999 finirono 4-1 per i San Antonio Spurs, con Tim Duncan che vinse il suo primo titolo e Finals MVP. Il numero 21 degli Spurs fu il leader indiscusso dei texani, pensate che solamente alla sua terza stagione nella lega guidò gli Spurs con 27.4 punti e 14 rimbalzi di media a partita. Fu una grande soddisfazione anche per David Robinson, che dopo 10 anni con gli Spurs riuscì a conquistare il suo primo titolo in carriera, col secondo che sarebbe arrivato nel 2003. Per New York fu invece l’ultima partecipazione alle Finals fino ad oggi, con la città che ha attraversato periodi bui nel panorama cestistico. L’unico barlume di speranza per la franchigia fu l’arrivo di Carmelo Anthony nel 2011, ma il nativo di New York non riuscì mai a portare i suoi fino in fondo. Oggi la città della “Grande Mela” freme per queste Finals tanto attese. La voglia di vincerle è incontenibile, ma dovranno affrontare i giovani Spurs di Victor Wembanyama.
NBA FINALS 2026: UNO SCHERZO DEL DESTINO
Il volere degli Dei della pallacanestro è imprevedibile, e queste NBA Finals 2026 sono piene di coincidenze con quelle del ’99. Prima di tutto pensiamo al contesto, gli Spurs sono guidati da un centro che al terzo anno nella lega ha guidato il suo gruppo alle Finals. Gli spurs sono allenati da Mitch Johnson, discepolo di Popovich, e proprio nella serie contro OKC abbiamo assistito ad un’immagine potentissima.Nello stesso momento in cui Mitch Johnson e Victor Wembanyama si stanno confrontando sulla partita, anche Popovich e Duncan lo stanno facendo. Da una parte il presente e dall’altra il passato. Se gli Spurs riuscissero a vincere il titolo, sarebbe il primo titolo per Wembanyama e Johnson, proprio come lo fu per Duncan e Popovich. Siamo sull’orlo di una nuova dinastia costruita interamente dal Draft, con Vassell, Castle e Harper a coadiuvare il gigante francese.
Anche per i New York Knicks queste Finals sembrano la chiusura di un cerchio. La prima coincidenza, e la più ovvia di tutte, è il match-up con dei giovani Spurs dopo ben 27 anni, anche se questa volta è tutto diverso. New York, infatti, non arriva alle Finals come sorpresa, ma da squadra affermata e protagonista nell’Eastern Conference. La storia principale di questi playoff è stata un’altra, che vi abbiamo già raccontato in precedenza. Proprio come il padre Rick, anche Jalen parteciperà alle Finals contro San Antonio, nella speranza di conquistare un anello al contrario di suo padre. Il numero 11 dei Knicks è la stella indiscutibile della squadra, diversamente da Rick Brunson che era un semplice role player.
Adesso la parola va al campo, con gli Spurs che ospiteranno i Knicks per gara 1 e 2. Tra tutte le coincidenze queste Finals ci regaleranno emozioni, da una parte San Antonio spera di replicare il risultato del 1999, mentre New York è alla ricerca di un titolo che non arriva dal 1973. Preparate il caffè e sedetevi comodi, giovedì notte partono le NBA Finals.
