Tutti gli appassionati di NBA sapevano all’inizio dell’anno che gli Spurs di Victor Wembanyama avrebbero avuto il loro momento prima o poi. Il momento dei giovani Spurs, però, è arrivato prima di quanto ci aspettassimo. Alla prima apparizione del giovane gruppo di coach Mitch Johnson ai playoff, è subito NBA Finals, con la vittoria in gara 7 per 111-103. Sarà quindi replica del 1999, con i Knicks che affronteranno gli Spurs a partire da mercoledì 3 giugno (giovedì 4 notte per noi italiani). Una gara 7 combattuta fino all’ultimo possesso, diversamente da gara 6, in cui San Antonio ha vinto con largo margine. Sono stati fondamentali i punti dei role players come Champagnie, che chiude la sua gara con 20 punti e 6/10 dall’arco. Delusione invece per Oklahoma City, che ha cercato in tutti i modi di ripetersi anche questa stagione. Non sono bastati i 35 punti dell’Mvp Shai Gilgeous-Alexander, che non ha trovato appoggio da parte di Chet Holmgren (4 punti).
L’IMPORTANZA DELLA PANCHINA
Le squadre da titolo spesso vantano una panchina profonda e di qualità, che possa contribuire per dare una spinta in più alla prestazione del quintetto base. Gara 7 di queste Finali di Conference è stata la dimostrazione di questa teoria per entrambe le squadre. San Antonio ha trovato prestazioni importanti da parte di Champagnie, Fox e Kornet, mentre Oklahoma ha ovviato alla brutta prestazione di Holmgren con Cason Wallace.
Per gli Spurs, la difesa è stata il fiore all’occhiello di questa prestazione, e proprio Luke Kornet si è reso protagonista di quella che è stata con ogni probabilità la giocata più pesante di questa gara. Con 6 minuti da giocare, il numero 7 in maglia San Antonio, ha stoppato Hartenstein sul 97-91, spostando di fatto l’inerzia dalla loro parte. Da quel momento in poi, gli Spurs non si sono più guardati indietro, facendo del tiro da 3 la loro miglior arma per conquistare la vittoria. Fox e Champagnie, hanno saputo guidare la difesa degli Spurs, forzando palle rubate e recuperi difensivi per poi andare in attacco a concretizzare.
Nonostante la prestazione non convincente dei Thunder, va data una nota di merito a Cason Wallace. Con 12 punti segnati solo nell’ultimo quarto, è stato lui a dare appoggio a Shai Gilgeous-Alexander, che ha sfornato una grande prestazione. Il problema di OKC stasera è stato un altro, e porta il numero 7 sulla schiena.
CHET HOLMGREN, IL GRANDE ASSENTE DI GARA 7
Guardando la gara, tutti i tifosi dei Thunder si sono chiesti se oltre a Jalen Williams (infortunato) anche Chet Holmgren fosse listato come assente per questa decisiva gara 7. Una partita da dimenticare per il numero 7 di Oklahoma, che chiude la gara con appena 4 punti e 2 tiri tentati dal campo in 33 minuti di gioco. Anche a rimbalzo Holmgren non è stato incisivo, con soli 4 in tutta la gara. Serviva una grande prestazione da parte sua per strappare un biglietto per le Nba Finals, e non è arrivata. A inizio serie sembrava naturale mettere a confronto lui e Victor Wembanyama, ma il match up tra i due è stato inesistente. Il numero 1 degli Spurs ha avuto la meglio, vincendo l’MVP di questa serie e chiudendo gara 7 con 22 punti e 7 rimbalzi. Sarà una lunga off-season per Holmgren, che dovrà tornare l’anno prossimo dimostrando di essere all’altezza dell’etichetta a lui assegnata.
I RIMBALZI: LA VERA CHIAVE DI QUESTA PARTITA
Prima da una parte e poi dall’altra, abbiamo assistito ad una gara 7 in cui i rimbalzi offensivi hanno giocato un ruolo fondamentale nel suo svolgimento. Nel primo quarto di gioco, gli Oklahoma City Thunder hanno conquistato ben 14 rimbalzi, di cui 6 offensivi, andando così a creare punti da seconda occasione. Diversamente è stato negli ultimi 2 quarti, in cui sono stati gli Spurs a dominare il tabellone. Grande lavoro a rimbalzo da parte di Wembanyama e Champagnie per San Antonio, mentre per Oklahoma Jaylin Williams chiude con una doppia doppia da 11 punti e 10 rimbalzi.
REMATCH DEL ’99
The stage is set. Dopo questa gara 7 di una serie che ha regalato mille emozioni a tutti gli appassionati, ci prepariamo all’atto conclusivo di questa stagione NBA. Sarà una serie molto interessante tra Knicks e Spurs, con gli uomini di coach Mike Brown che dovranno trovare una soluzione all’altezza di Wembanyama. La difesa di San Antonio dovrà giocare una parte fondamentale in queste Finals, cercando di limitare il danno di Brunson e il gioco di Karl Anthony Towns come “point center”. Anche quest anno ci sarà un nuovo campione NBA, in un’era (quella del decennio ’20) in cui non abbiamo ancora assistito ad un back-to-back. L’era delle dinastie sembra terminata, ma i giovani Spurs stanno sbocciando. Saranno delle Finals tutte da vivere.





