Dopo un lungo periodo lontano dalle panchine di club, Sasha Djordjevic è pronto a rimettersi in gioco. Il leggendario cestista serbo, che aveva chiuso la sua ultima esperienza alla guida del Fenerbahçe, ha accettato la sfida del Bahçeşehir e in un’intervista rilasciata a Eurohoops ha raccontato le motivazioni dietro questa scelta, le ambizioni del progetto e il modo in cui il suo approccio al mestiere di allenatore si è evoluto con il tempo.
Djordjevic non ha usato mezzi termini nel descrivere il peso di questa nuova avventura:
«A volte bisogna immaginarsi in un altro posto. Mi sono visto, insieme ai miei collaboratori, in questo club, impegnati a farlo crescere non solo nei risultati ma anche in tutto ciò che possiamo portare. Questa è una delle grandi sfide. Forse la più grande della mia vita, e la affronto con entusiasmo.»
Non è partito da solo per Istanbul: durante l’estate ha portato con sé Aleksa Avramović, guardia serba con cui aveva già condiviso l’esperienza in nazionale. L’ex Varese ha subito mostrato il proprio valore nella fase di preparazione, confermandosi un elemento prezioso per il nuovo progetto.
L’esperienza come chiave per godersi il ruolo
Rispetto al passato, Djordjevic sente di vivere la professione con una consapevolezza diversa, frutto degli anni trascorsi ad allenare ai massimi livelli:
«Credo che grazie all’esperienza accumulata riesca a godermi molto di più questo ruolo rispetto a prima. Ogni giorno bisogna trasmettere l’entusiasmo e la gioia necessari per raggiungere determinati obiettivi.»
Anche la sua definizione di successo è cambiata nel tempo. Non si tratta più soltanto di trofei o vittorie, ma di qualcosa di più profondo e personale:
«Per me il successo è quando un mio ex giocatore mi vede, mi si avvicina e mi abbraccia. Questo conta tantissimo. Ciò che ti definisce come allenatore di successo è quanto vali come persona e quanto sono solidi e profondi i rapporti che lasci dietro di te dopo tutti questi anni.»
Flynn, Avramović e la strada verso l’Eurolega
Tra i giocatori già presenti in rosa, Malachi Flynn ha avuto un ruolo importante nella decisione di Djordjevic di accettare l’incarico. Il tecnico serbo ha speso parole di grande stima per il difensore americano:
«Il fatto che fosse già nella squadra ha sicuramente facilitato la mia scelta. Avere un giocatore così, poterlo allenare e dire “questo è il mio playmaker principale” significa molto. Amo il suo modo di giocare, la sua personalità e quello che ha dimostrato la scorsa stagione. Penso che la mia esperienza, unita al suo talento, possa essere una combinazione vincente.»
Le ambizioni del Bahçeşehir vanno oltre l’Eurocup: l’obiettivo a medio termine è compiere il salto verso l’Eurolega. Djordjevic, però, predica pazienza e concretezza, sottolineando che un traguardo del genere non si raggiunge in fretta. Serve costruire passo dopo passo, come quando si scala una montagna concentrandosi sul prossimo appiglio anziché fissare la vetta.
Il debutto ufficiale sulla panchina del Bahçeşehir è fissato per il 25 settembre, con la sfida al Fenerbahçe nel primo turno del campionato turco. Quattro giorni dopo arriverà l’esordio europeo in Eurocup contro il BC Roma SPQR.




