Roma torna a fare sul serio con il basket, ma, come riportato da Il Corriere della Sera, il quadro che si sta delineando nella Capitale è tutt’altro che lineare. L’Eurolega ha annunciato l’interesse per una nuova realtà romana, eppure la domanda di fondo resta senza risposta: quale squadra rappresenterà la città?
Da un lato c’è la cordata guidata da Donnie Nelson, con Valerio Bianchini come portavoce, che ha un progetto e una visione, ma non dispone di un impianto. Dall’altro c’è Paul Matiasic, l’avvocato di San Francisco che con un’offerta definita “monstre” si è aggiudicato il PalaEur e può contare sulla presenza di Ettore Messina, ma non ha in mano un titolo sportivo. Una situazione paradossale, quasi surreale, per una città che dopo anni di deserto cestistico si ritrova improvvisamente al centro dell’attenzione europea.
L’Eurolega guarda a Roma, ma i nodi restano
Euroleague Commercial Assets, guidata da Dejan Bodiroga, ha avviato un processo di espansione che entro il 2027-28 porterà all’allargamento del torneo. Entro il 1° luglio prenderà il via formalmente questo percorso, e Roma è chiaramente nei radar. Il CEO Chus Bueno lo ha confermato senza giri di parole:
“Ci sono investitori interessati a Roma, e non solo il club di Donnie Nelson. Al momento non possiamo sapere quale sarà l’offerta vincente per la franchigia della città. Kaukenas ci ha detto che saranno interessati all’Eurolega in futuro, ma stanno iniziando e dobbiamo vedere come si sviluppa il loro percorso. Dove giocheranno prima di tutto? In quale arena? Non è facile perché hanno due squadre di calcio molto forti, ma penso che sia un nostro interesse strategico sostenerli in un ambiente di queste potenzialità.”
Il problema concreto è quello degli impianti. Per ottenere una licenza pluriennale 3+2 di EuroCup, il requisito minimo è un’arena da 5.000 posti: un ostacolo che al momento blocca qualsiasi percorso verso le competizioni europee. Bueno ha anche precisato che un eventuale accordo non potrà arrivare prima della prossima stagione:
“dovremmo avere questo accordo quanto prima, ma sicuramente non in questa stagione.”
Titoli in movimento e la Virtus Roma sullo sfondo
Sullo sfondo si agita anche una questione di titoli sportivi che potrebbe rimescolare la geografia del basket italiano. Lo scenario ipotizzato vedrebbe il titolo di Brescia trasferirsi a Roma, quello di Trieste — di cui Matiasic è proprietario — ceduto a Brescia, con i giuliani che ripartirebbero dalla A2 utilizzando il titolo di Torino. Un domino che, se si concretizzasse, avrebbe conseguenze profonde sull’intero sistema.
In questo contesto si inserisce anche la Virtus Roma. In settimana il suo presidente Massimiliano Pasqualini, da sempre legato alla storia del club, ha incontrato Valerio Bianchini, portavoce della cordata Nelson. La Virtus insegue la promozione in A2 e sembra aprire a possibili collaborazioni con i progetti americani. Matiasic, dal canto suo, aveva scelto di non rilasciare dichiarazioni pubbliche fino al termine dei playoff di Serie A, per non interferire con le squadre ancora in corsa.
Roma e il basket: un intreccio che si fa sempre più complesso, con attori diversi, interessi sovrapposti e un’arena che — nel senso più letterale — ancora manca.
