Le Finals NBA 2026 hanno emesso il loro verdetto: i New York Knicks sono campioni per la prima volta dal 1973, dopo aver battuto i San Antonio Spurs di Wembanyama in gara 5 con il punteggio di 94-90, chiudendo la serie sul 4-1. Sul parquet di San Antonio, la stella degli Spurs ha chiuso la sua partita con 19 punti e 14 rimbalzi, ma non è bastato. E in conferenza stampa, il pivot francese non si è nascosto:
«Non eravamo pronti. Io non ero pronto a vincere un anello» ha detto con una franchezza disarmante, senza cercare attenuanti. Il problema, secondo lui, è stato lo stesso per tutta la durata della serie: «Ogni partita delle Finals ci ha proposto lo stesso copione. Continuavamo a commettere errori, e loro continuavano a punirci. In termini di voglia, intensità e impegno eravamo al loro livello. Il talento non ci mancava, ma abbiamo sbagliato troppo. Io ho sbagliato troppo.»
Troppi alti e bassi per reggere la pressione delle Finals
Quello che brucia di più è la consapevolezza di aver dominato ampie porzioni della serie — compreso un vantaggio di 16 punti in gara 5 — senza riuscire a capitalizzare. «Il margine di errore è sottilissimo. Abbiamo controllato la maggior parte di questa finale, ma i nostri errori ci sono costati carissimo. Non puoi permetterti certi cali di rendimento a questo livello. Sono stati i nostri momenti negativi a farci perdere la serie.»
Wembanyama ha mostrato qualche limite di fronte alla difesa dei Knicks, con il duo Karl-Anthony Towns–Mitchell Robinson capace di limitarne l’impatto in area. Un aspetto che il 22 enne ha già messo nel mirino in vista della prossima stagione: «Devo lavorare ancora più duramente, con l’obiettivo di mantenere il controllo del gioco in ogni momento. È quello che colpisce di Jalen Brunson, per esempio. Ci sono troppi momenti in cui sono passivo, in cui non ho il controllo che vorrei avere. E questo ci costa.»
Wembanyama: dolore, ma anche prospettiva
Nonostante la delusione, Wembanyama ha scelto di guardare avanti. «È molto doloroso. Ma userò tutto questo per il futuro. È stata una stagione incredibile, non pensavo potessimo accumulare tanta esperienza in un solo anno. È la lezione più grande della mia vita.»
Non manca però la frustrazione per i tempi lunghi che attendono gli Spurs prima di poter tornare in finale. «Quello che mi fa arrabbiare è che ci vorranno un centinaio di partite per essere di nuovo lì. Dovrò portarmi tutto questo dentro.»
San Antonio ha raggiunto le sue prime Finals dal 2014, e Wembanyama ha guidato un percorso che in pochi si aspettavano. La sconfitta fa male, ma il messaggio che arriva dal numero uno degli Spurs è chiaro: questa storia è appena cominciata.
