I New York Knicks sono campioni NBA 2026. La franchigia di Manhattan ha battuto i San Antonio Spurs per 94-90 in Gara 5, chiudendo le Finals sul 4-1 e mettendo fine a un digiuno che durava dal 1973: 53 anni senza titolo, il più lungo della storia recente della franchigia.
Il grande protagonista della notte è stato Jalen Brunson, autore di una prestazione storica alla sua prima apparizione nelle NBA Finals. Il playmaker ha chiuso con 45 punti, tirando 14/27 dal campo in 41 minuti di gioco, ed è stato premiato come MVP delle Finals con il trofeo Bill Russell. Nella serie ha tenuto una media di 32.6 punti, 4.6 assist e 4.2 rimbalzi a partita.
Accanto a lui, Mikal Bridges ha contribuito con 14 punti, mentre Josh Hart ha firmato una doppia doppia da 13 punti e 11 rimbalzi. Una vittoria corale, costruita anche sulla capacità di non cedere nei momenti difficili: i Knicks si sono trovati sotto di 16 punti nel corso della partita, prima di rimontare e portare a casa il titolo.
Il fantasma di Gara 4 e la rimonta nella storia
L’ombra di Gara 4 ha aleggiato su tutta la serie. Gli Spurs avevano sprecato un vantaggio di 29 punti, subendo quella che viene già definita la più grande rimonta nella storia delle NBA Finals. Una ferita difficile da rimarginare, che ha pesato anche sull’approccio della squadra texana nelle fasi decisive di Gara 5.
Per San Antonio, Dylan Harper è stato il migliore con 25 punti, mentre Victor Wembanyama ha chiuso con 19 punti, 14 rimbalzi e 5 stoppate. Numeri importanti, ma non sufficienti a evitare la sconfitta.
I Knicks entrano nella storia anche per un altro motivo: sono la prima squadra a vincere nello stesso anno le NBA Finals e la NBA Cup. E con questo titolo, la lega registra otto campioni diversi nelle ultime otto stagioni, il periodo di parità più lungo mai visto nella storia NBA.
