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Varese vuole rilanciarsi: il budget sarà il più alto degli ultimi 15 anni

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Varese
Fabrizio Bertani/Ciamillo-Castoria

Varese fa un passo avanti concreto sul piano economico, ma la classifica dei budget in Serie A continua a spostarsi verso l’alto, e il gap con le squadre più ricche resta significativo. È il quadro che emerge dall’analisi dei monte stipendi in vista della stagione 2026/27: uno scenario in cui l’OJM ha compiuto uno sforzo rilevante, ma dove le ambizioni delle nuove proprietà straniere stanno ridisegnando i confini della competitività.

Lo sforzo di Varese: cifre mai viste negli ultimi 15 anni

Come riportato da La Prealpina, in dodici mesi, il monte stipendi destinato ai giocatori a Varese ha percorso una traiettoria netta: da circa 1,15 milioni di inizio 2025/26, passando per 1,4 milioni dopo i movimenti legati a Iroegbu, Stewart e Moody, fino ad arrivare alla cifra attuale di circa 1,9 milioni, affidata alla gestione del trio Sogolow-Horowitz-Kastritis. Una soglia che, stando a quanto riportato, non veniva raggiunta da almeno quindici anni, nemmeno nel periodo degli Indimenticabili.

Parallelamente, il maxi-aumento di capitale da 4,8 milioni deliberato dalla società servirà in larga parte a trasformare il Campus in una struttura moderna e competitiva. Un investimento che ha già prodotto un effetto-vetrina: la delegazione NBA in visita due settimane fa avrebbe lasciato commenti positivi, e il progetto è stato considerato un biglietto da visita efficace anche nei confronti di Redbird.

L’obiettivo dichiarato resta quello di avvicinarsi alla cosiddetta NBA Europe, il traguardo che OJM indica come punto d’arrivo del proprio percorso di crescita. Ma per arrivarci, la strada passa inevitabilmente anche dalla classifica, e per puntare ai playoff servirà — come già nella stagione appena conclusa — scegliere meglio di quanto si spende, considerando che ci sono otto squadre con budget superiori ai 2 milioni.

Le nuove proprietà straniere alzano l’asticella per tutti

Il contesto generale della Serie A si sta trasformando sotto la spinta di capitali stranieri che non badano a spese. Il caso più eclatante è quello della nuova Roma, guidata dal Donnie Nelson e Luka Doncic. Ma va citata anche la Guerri Napoli, che con l’imprenditore italo-americano Matt Rizzetta che sta costruendo una squadra con ambizioni europee: dopo John Petrucelli, sono in arrivo anche Jakimovski e Sankarè, per un investimento complessivo stimato attorno ai 3,5 milioni netti — circa 12 milioni lordi secondo le ipotesi circolanti. Il progetto prevede anche un impianto da 15 mila posti, con una componente immobiliare rilevante.

Anche la squadra partenopea figura tra le realtà che stanno contribuendo ad alzare il livello medio della lega. Sul fronte opposto, la Virtus Bologna registra una contrazione significativa: dai 7,5 milioni della stagione 2025/26 si scende a 5 milioni, mentre è in corso la trattativa per la cessione del club a un fondo americano. Stabile invece Milano, ferma a 13,6 milioni in entrambe le stagioni.

Cremona, unica squadra rimasta sotto il milione netto nel 2025/26, cambia passo con la nuova proprietà e il trasferimento nella capitale: l’obiettivo dichiarato sono i playoff, e l’investimento più visibile è quello su Nico Mannion, per cui si parla di 4 milioni di dollari su tre anni. Tortona è attesa a un incremento stimato attorno al 30%, mentre Brescia — che ha chiuso ieri per l’ala forte Uthoff — dovrebbe crescere in misura analoga. Venezia invece segna una leggera contrazione.

Nel gruppo delle squadre di provincia, Varese si posiziona ora sopra Cantù e Treviso, entrambe in crescita, e davanti a una Verona che si affaccia alla categoria con ambizioni precise: il nuovo direttore sportivo Bolognesi avrebbe a disposizione circa 1,2 milioni per sei stranieri. Da monitorare anche la situazione di Trieste, il cui esito potrebbe influenzare ulteriormente gli equilibri. Paul Matiasic, che nel 2025/26 aveva investito oltre 9 milioni, sta cercando in tutti i modi di approdare a Roma.

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