La crescita verticale del Paris Basketball passa non solo dai risultati sul campo, ma anche dalla capacità di attrarre profili di stampo internazionale e dallo status della propria area tecnica. Nell’ultimo episodio di Basketmercato, l’insider Orazio Cauchi ha rivelato i grandi movimenti dietro le quinte del club parigino, diviso tra ambizioni NBA e innesti di talento sul perimetro.
“Grandi manovre in casa del Paris Basketball: il club parigino potrebbe presto subire un importante scossone in panchina. Julius Thomas, l’assistente subentrato in corsa come capo allenatore dopo l’esonero di Francesco Tabellini, è infatti finito nel mirino di diverse franchigie d’oltreoceano e potrebbe lasciare la Francia per andare a ricoprire il ruolo di assistente allenatore in NBA.
Per sostituirlo, la dirigenza parigina sta pensando a un profilo di altissimo livello: Dave Joerger. L’allenatore statunitense vanta una grandissima esperienza sulle panchine NBA (avendo guidato da head coach Grizzlies e Kings) e, qualora l’affare andasse in porto, si tratterebbe della sua prima esperienza in assoluto nel basket europeo. Le trattative per convincerlo sono già state avviate e la notizia ha trovato conferme anche da parte del giornalista Donatas Urbonas. Joerger, che nelle ultime stagioni ha lavorato come assistente di Doc Rivers ai Milwaukee Bucks, rappresenta il grande obiettivo del presidente David Kahn.
Sul fronte del mercato giocatori, invece, il Paris Basketball sta monitorando con attenzione il perimetro. Il nome caldo è quello di Dakota Mathias, una vecchia conoscenza del basket europeo vista in passato con la maglia del Ratiopharm Ulm. La guardia, reduce da un’ottima stagione in G League dove si è confermato come un eccellente tiratore, è un profilo che la dirigenza francese sta valutando con estrema serietà.”
Portare un capo allenatore di matrice puramente NBA in Europa rappresenta sempre un affascinante shock culturale e tattico. La scommessa del Paris dimostra la volontà di importare una mentalità specifica, dove la verticalità e le spaziature transatlantiche si fondono con il rigore del basket europeo.





